Una turista italiana è morta in un resort di Santo Domingo, nella zona di Bayahibe, dopo l’incendio divampato il 20 giugno 2026. La Farnesina ha confermato il decesso e ha precisato che, al momento, non si registrano altre vittime direttamente o indirettamente legate all’episodio.
Incendio nel resort e crisi respiratoria della turista
Durante l’evacuazione delle camere, diversi ospiti hanno raggiunto la spiaggia per mettersi al riparo. La cittadina italiana si è trovata in quell’area quando una ondata di fumo ha investito i presenti. Secondo la ricostruzione, la donna ha perso conoscenza dopo aver inalato monossido di carbonio e ha subito una crisi respiratoria ritenuta causa immediata del decesso. Il trasferimento in ospedale è avvenuto con un’auto privata, prima dell’arrivo delle squadre sanitarie. I primi interventi dei soccorsi si sono concentrati sul contenimento del rogo e sull’assistenza a chi era in difficoltà, mentre le autorità competenti hanno avviato le verifiche per accertare le cause dell’incendio.
Autorità dominicane sul posto e coordinamento operativo
Il governo della Repubblica Dominicana ha inviato sul luogo il capo della protezione civile e due ministri. I rappresentanti istituzionali hanno partecipato a riunioni operative con l’ambasciata d’Italia e con i responsabili del resort per coordinare l’assistenza ai turisti e l’organizzazione delle fasi successive. L’obiettivo dichiarato è stato duplice: fornire supporto immediato alle persone coinvolte e predisporre le procedure per il rientro e per il rilascio di eventuali documenti di emergenza. In parallelo, le autorità locali hanno collaborato con il personale consolare per raccogliere informazioni sui connazionali presenti nella struttura e seguire da vicino l’evoluzione della situazione.
Assistenza consolare e rientro dei connazionali
I funzionari dell’ambasciata, con l’ambasciatore Sergio Maffettone presente sul posto, sono impegnati nell’assistenza ai connazionali e nei riscontri sanitari e amministrativi connessi all’incendio. L’ambasciatore ha incontrato il marito della donna, identificato dalle autorità con le iniziali F. V., fornendo il necessario supporto consolare. L’unità di emergenza dell’ambasciata è stata attivata per rilasciare documenti di viaggio a chi avesse smarrito il passaporto e per gestire esigenze pratiche dei turisti coinvolti.
Per agevolare il rientro, è previsto un primo volo per 130 persone con destinazione Verona, la cui organizzazione e le procedure di imbarco sono seguite direttamente dal personale consolare insieme alle autorità locali e ai responsabili del resort. Il volo è previsto per oggi e rappresenta il primo step di rimpatrio coordinato nell’ambito dell’assistenza ai connazionali.
