Guerra in Iran, la diretta di oggi, 20 giugno
Nuovi segnali diplomatici nella Guerra in Iran mentre Teheran si dice pronta a proseguire il dialogo con Washington. Il viceministro degli Esteri iraniano afferma che gli Stati Uniti devono garantire il rispetto degli accordi da parte di Israele e la fine delle operazioni in Libano. Intanto, secondo fonti statunitensi citate da Reuters, Israele e Hezbollah avrebbero raggiunto un cessate il fuoco dopo giorni di scontri che hanno causato decine di vittime.
Cosa sapere:
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Teheran si dice pronta ad andare avanti nei negoziati con Washington
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L’Iran chiede agli Stati Uniti di garantire la fine degli attacchi israeliani in Libano
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Secondo Reuters, Israele e Hezbollah avrebbero concordato un cessate il fuoco
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Gli attacchi israeliani in Libano hanno causato almeno 47 vittime
Cosa sta succedendo
Le tensioni in Medio Oriente si intensificano con nuovi raid israeliani nel Libano meridionale e violenze nelle aree occupate palestinesi. Nel frattempo, Israele cerca di espandere la sua influenza nel Mar Rosso attraverso accordi con il Somaliland.
Ultimi sviluppi: almeno quattro civili sono stati uccisi nei raid israeliani in Libano, mentre un neonato palestinese è morto in un’azione militare vicino a Hebron.
- Libano: almeno quattro civili uccisi in raid israeliani a Arab Salim e Deir ez-Zahrani
- Palestina: un neonato di sette mesi ucciso da soldati israeliani vicino a Hebron
- Israele-Somaliland: firmato un accordo di cooperazione durante la prima visita ufficiale del presidente somalo a Gerusalemme
Il ministero del Petrolio iracheno lavora per riportare la produzione a oltre tre milioni di barili al giorno entro due mesi, riferisce l'Agenzia di stampa irachena (INA) citando il portavoce Salim Farhoud. La produzione è scesa a 1,3 milioni di barili al giorno, circa il 60% in meno rispetto ai 3,3 milioni prima della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Farhoud segnala che non esiste una tempistica fissa per il ritorno ai livelli precedenti, a causa delle differenze tra i giacimenti e la capacità produttiva. Le compagnie operative hanno già avviato i lavori di ripristino.
Quattro palestinesi sono stati uccisi e diversi feriti in un raid israeliano su un appartamento residenziale a Gaza City, riferiscono fonti mediche all'agenzia Wafa. L'attacco ha colpito un'abitazione della famiglia Al-Safdi in via Al-Thalatheeni, secondo il rapporto.
Almeno tre persone sono morte nei raid israeliani nel Libano meridionale, secondo l'agenzia nazionale libanese NNA. Gli attacchi hanno colpito il villaggio di Arab Salim, dove sono stati uccisi tre civili, e la municipalità di Deir ez-Zahrani, con un morto. Un altro uomo è stato ucciso da un drone israeliano all'ingresso orientale del villaggio di Doueir. I raid hanno distrutto abitazioni ad al-Numairiyah e a Kafr Goz, dove due edifici residenziali sono stati colpiti in meno di mezz'ora. Altri attacchi hanno interessato i villaggi di Kfar Reman, Nabatieh al-Fawqa, Shukin, Habboush, Zebdin, Sajd e Mahmoudiyah, oltre al quartiere Rahbate nella città di Nabatieh.
Il presidente di Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, ha effettuato domenica scorsa la prima visita ufficiale a Gerusalemme, sei mesi dopo il riconoscimento dell’indipendenza della regione da parte di Israele, secondo fonti ufficiali. Durante l’incontro è stato firmato un accordo di cooperazione strategica volto a estendere la partnership a sicurezza, commercio e strategia regionale. Per Somaliland, l’intesa rappresenta un passo cruciale verso il riconoscimento internazionale, mentre per Israele la zona del Mar Rosso assume crescente importanza strategica, soprattutto in un contesto di tensioni con gli Houthi in Yemen.
Sam Fahd Abu Haikal, un neonato palestinese di sette mesi, è stato ucciso da soldati israeliani vicino a Hebron, riferiscono fonti locali. La violenza israeliana si intensifica nelle aree occupate, con villaggi come Sinjil isolati da filo spinato e abitanti privati dell'accesso alle loro terre, secondo media regionali. Nonostante ciò, l'attenzione dei media occidentali si è spostata sul conflitto con l'Iran, riducendo la copertura della situazione a Gaza e nei territori occupati.
Un raid aereo israeliano ha ucciso almeno tre palestinesi, tra cui una donna, e ferito altri in un edificio residenziale nel centro di Gaza, riferiscono fonti locali. Il primo ministro australiano Anthony Albanese annuncia l’arrivo di 50 milioni di litri di diesel destinati al porto di Sydney. Nel frattempo, l’UKMTO conferma un livello di minaccia «moderato» nello Stretto di Hormuz, ridotto rispetto a due giorni fa. Il ministro britannico degli Esteri condanna come «orrendi e abominevoli» i commenti del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir su Beirut.
Medici Senza Frontiere (MSF) denuncia come «implacabili» e «devastanti» i bombardamenti israeliani su Nabatieh, nel sud del Libano. In un post sui social, MSF descrive la situazione come una «trappola mortale» per la popolazione, con civili intrappolati sotto pesanti bombardamenti. L’organizzazione chiede la protezione di civili e soccorritori e un accesso senza ostacoli alle squadre di emergenza. Fonti locali riferiscono che la popolazione tenta di tornare nelle zone colpite, nonostante i rischi.
Il Dipartimento di Stato americano ha confermato che il 23 e 25 giugno a Washington si terrà un nuovo ciclo di colloqui tra funzionari israeliani e libanesi, con l'obiettivo di «fare progressi verso una pace duratura». Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto al presidente libanese Joseph Aoun che i negoziati bilaterali rappresentano «l'unica via percorribile per la ricostruzione, la ripresa economica e la fine dei cicli di violenza», secondo fonti ufficiali. I primi incontri diretti si sono svolti in aprile, ma il processo mediato dagli Usa non ha coinvolto Hezbollah, che ha respinto i colloqui. Il governo americano e Israele spingono per lo smantellamento di Hezbollah, mentre il gruppo libanese rifiuta, sostenendo di difendere il territorio dagli attacchi israeliani.
Hedayat Mombeyni, segretario generale della federazione calcistica iraniana, ha criticato gli organizzatori dei Mondiali per il rifiuto della richiesta di volo verso gli Stati Uniti prima della partita contro il Belgio, secondo fonti della federazione. L’Iran, con base in Messico, aveva chiesto di volare a Los Angeles due giorni prima dell’incontro di domenica. La Casa Bianca ha risposto che l’Iran era stato informato di poter entrare negli Usa solo il giorno precedente la partita, ha detto Andrew Giuliani, capo della task force FIFA.
La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha definito «aberranti» le dichiarazioni del ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che ha detto «tutto il Libano deve bruciare» dopo la morte di quattro soldati israeliani in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano. Cooper ha sottolineato che Ben-Gvir è stato giustamente sanzionato dal governo britannico e ha esortato Israele e Hezbollah a rispettare il cessate il fuoco «e garantire la protezione di tutti i civili», secondo il suo messaggio pubblicato su X.
Il Centro Operazioni Commerciali Marittime britannico (UKMTO) ha mantenuto il livello di minaccia nello Stretto di Hormuz a «moderato», dopo l’allarme «sostanziale» di due giorni fa, secondo un avviso ufficiale. Il passaggio meridionale, vicino all’Oman, resta aperto «di giorno e di notte». L’UKMTO avverte della presenza di mine e di operazioni navali in corso per la bonifica. Si raccomanda inoltre l’uso del sistema Nato Naval Cooperation and Guidance for Shipping per la sicurezza delle navi.
Secondo il ministero della Salute di Gaza, gli attacchi israeliani hanno causato la morte di 1.007 palestinesi e il ferimento di almeno 3.165 persone da ottobre, quando è entrato in vigore un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. L’Unicef riferisce che in media un bambino palestinese è stato ucciso ogni giorno dall’inizio della tregua, con almeno 265 minori morti e oltre 400 feriti. Nel frattempo Israele ha rafforzato il controllo sul territorio, estendendolo al 64% della Striscia rispetto al 53% previsto dall’accordo. Fonti locali segnalano una situazione umanitaria ancora critica.
Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha confermato l’arrivo di un’ulteriore spedizione di 50 milioni di litri di diesel diretta al porto di Botany, Sydney, secondo fonti ufficiali. Albanese ha precisato che dall’inizio del conflitto in Medio Oriente l’Australia ha importato quasi 800 milioni di litri di diesel, 155 milioni di litri di carburante per aerei e 340 mila tonnellate di fertilizzanti. Il premier ha sottolineato che il governo ha lavorato per proteggere gli australiani dagli effetti peggiori della crisi energetica causata dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Mentre il mondo segue la Coppa del Mondo FIFA, i palestinesi nella Striscia di Gaza hanno allestito un torneo di calcio locale, secondo fonti di AJ+. L’iniziativa si svolge in un territorio duramente colpito dal conflitto con Israele, con molti giocatori che hanno subito amputazioni o perso le gambe. Gli organizzatori definiscono la loro competizione «una Coppa del Mondo che nasce in una terra distrutta, devastata e segnata da sofferenze».
Parlamentari e gruppi pro-Israele chiedono al presidente Donald Trump di sottoporre al Congresso l’accordo per porre fine alla guerra, secondo fonti politiche. La richiesta si basa sull’Iran Nuclear Agreement Review Act (INARA) del 2015, che impone la revisione parlamentare di ogni intesa sul programma nucleare iraniano. Alcuni critici, tra cui esponenti democratici e gruppi pacifisti, mettono in dubbio l’improvviso interesse del Congresso dopo che i repubblicani avevano ignorato il Parlamento durante il conflitto. Altri vedono la mossa come un tentativo di legittimare il memorandum, mentre si discute se l’INARA venga usata per spingere verso una nuova escalation.
Il viaggio del vicepresidente Usa in Svizzera è stato rinviato dopo che l’Iran ha protestato contro le azioni israeliane in Libano, rifiutando di recarsi a Ginevra finché non fossero cessati i raid. Secondo fonti ufficiali, il rinvio è stato deciso da JD Vance in attesa di una soluzione sul terreno libanese. L’Iran contesta che le operazioni israeliane violino i termini del memorandum di intesa con gli Stati Uniti. Nonostante il sostegno storico degli Usa a Israele, il presidente Trump ha espresso critiche per l’impatto dei raid sul processo negoziale con Teheran.
