Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito il G7 di Evian “obiettivamente un successo”, sottolineando l’unità mostrata dai leader e gli “scambi costruttivi” avvenuti sui principali dossier internazionali affrontati durante il vertice.
Nel corso della conferenza stampa conclusiva, Macron ha posto l’accento soprattutto sulla situazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale e al centro delle recenti tensioni internazionali.
“Deve essere messo in pratica il piano di libera circolazione nello Stretto di Hormuz, che è la pietra angolare di questo accordo, favorendo la circolazione del traffico mercantile”, ha dichiarato il presidente francese.
Macron, la Francia pronta a guidare una missione internazionale
Macron ha poi spiegato che, qualora venisse formalizzata una richiesta internazionale per garantire la sicurezza della navigazione nell’area, la Francia sarebbe pronta a intervenire insieme a un ampio gruppo di partner.
“Se questa richiesta sarà formulata, accanto alla Francia sono pronti una ventina di Paesi”, ha affermato il capo dell’Eliseo.
Le parole del presidente francese arrivano mentre la comunità internazionale guarda con attenzione alla sicurezza della navigazione nel Golfo Persico e alla tutela dei traffici commerciali attraverso uno dei punti nevralgici dell’economia globale.
Meloni: “Valuteremo nei prossimi 60 giorni”
Sul possibile coinvolgimento dell’Italia è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che al termine del vertice ha invitato alla prudenza.
“Non sappiamo se sarà necessaria domani l’autorizzazione del Parlamento per una missione a Hormuz”, ha spiegato Meloni, precisando che esiste una finestra temporale di circa sessanta giorni durante la quale verranno valutati gli sviluppi della situazione.
Secondo la premier, in questa fase inizierà soprattutto un lavoro preparatorio e tecnico tra i Paesi coinvolti. “Ci sono 60 giorni di tempo. Quello che più o meno si è discusso è di vedere come va in questi 60 giorni e valutare in corsa se e quando partire”, ha detto Meloni.
La presidente del Consiglio ha inoltre chiarito che un eventuale passaggio parlamentare avverrà solo nel momento in cui la missione assumerà contorni concreti. “La cornice non è definita. Chiederemo l’autorizzazione quando la missione sarà qualcosa di realistico e in tempo perché possa esserci un dibattito adeguato”, ha concluso.
Il nodo Hormuz resta centrale
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei punti più sensibili del commercio energetico mondiale: attraverso questo corridoio marittimo transita una quota significativa delle esportazioni globali di petrolio e gas. Per questo motivo, la libertà di navigazione nell’area è stata uno dei temi centrali affrontati dai leader del G7 di Evian, che hanno ribadito la necessità di garantire sicurezza e stabilità lungo una delle rotte commerciali più strategiche del pianeta.
