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Accordo USA-Iran: ecco i 14 punti chiave del memorandum per la fine della guerra

La bozza del memorandum USA-Iran, pubblicata per prima dalla testata Al Arabiya English, prevede la fine delle ostilità e un piano di ricostruzione per l'Iran. Restano aperte questioni su sanzioni e nucleare

17 Giugno 2026
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Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

17 giugno 2026 – La testata Al Arabiya English, ha pubblicato oggi la bozza di un presunto memorandum d’intesa in 14 punti tra USA e Iran. Il testo è stato presentato come una traccia con scadenze temporali e impegni militari ed economici da entrambe le parti. La bozza – che dovrebbe porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran iniziata il 28 febbraio 2026 – è circolata come documento dettagliato e, pur senza conferme ufficiali, più testate hanno scritto che l’accordo potrebbe essere firmato in Svizzera; diverse fonti citate dai media hanno inoltre cominciato a valutare le implicazioni pratiche.

Accordo USA-Iran, cosa prevedrebbero i 14 punti

Anche Bloomberg ha reso pubblica una copia di qesto accordo. Tra i punti principali, così come li hanno riassunti le agenzie e i quotidiani che hanno ripreso il documento: la fine “immediata e permanente” delle ostilità su tutti i fronti, Libano compreso, e l’impegno reciproco a rinunciare all’uso della forza ; il riconoscimento di sovranità e integrità territoriale e l’impegno a non interferire negli affari interni dell’altro ; la negoziazione e la firma di un accordo definitivo entro 60 giorni, prorogabile solo per consenso bilaterale ; la revoca del blocco navale e il ripristino, entro 30 giorni, dei transiti marittimi verso i porti iraniani ai livelli pre‑guerra; ritiro delle forze statunitensi dall’area entro 30 giorni dalla firma dell’accordo finale ; l’impegno iraniano a rimuovere ostacoli tecnici e a bonificare mine per consentire la ripresa del traffico tra Golfo Persico e Mare d’Oman entro 30 giorni ; la previsione di un piano di ricostruzione e sviluppo per l’Iran con un finanziamento minimo indicato nella bozza in 300 miliardi di dollari, da dettagliare nel meccanismo operativo dell’accordo definitivo .

Bloomberg riporta inoltre impegni sul fronte delle sanzioni: Washington si impegnerebbe a porre fine, secondo tempistiche da definire nell’accordo definitivo, a sanzioni internazionali e unilaterali; il memorandum prevede poi deroghe temporanee per l’export petrolifero e la possibilità di sbloccare fondi e asset iraniani congelati .

Le questioni aperte tra USA-Iran

Le fonti citate riportano che molti dettagli restano ancora da chiarire. Il documento impone impegni che vanno dalla gestione dello Stretto di Hormuz alla definizione delle “necessità nucleari” iraniane: l’articolo 8 ribadisce l’impegno dell’Iran a non produrre armi nucleari, mentre articoli successivi demandano all’accordo finale la sorte del materiale arricchito.

La bozza ha suscitato commenti contrastanti. Suzanne Maloney del think tank Brookings ha detto che “È improbabile che i leader iraniani accettino di riaprire completamente lo Stretto senza ottenere qualcosa in cambio”. Mark Cancian del Center for Strategic and International Studies ha avvertito che “ogni dettaglio sarà importante“, sottolineando la scarsità di conferme pubbliche sul testo.

Il Financial Times, che ha ripreso parti del dossier e ha citato fonti governative americane, ha scritto che gli incentivi economici previsti non consisterebbero in trasferimenti diretti al governo iraniano, ma in un fondo d’investimento da 300 miliardi di dollari per sostenere investitori e progetti, condizionato alla “performance” di Teheran nel rispettare il memorandum.

Anche sul fronte americano si sono registrate posizioni chiare: il vicepresidente JD Vance ha ribadito che l’intento delle autorità di Washington è impedire all’Iran di dotarsi dell’arma atomica; il presidente Donald Trump ha poi detto pubblicamente che lo Stretto di Hormuz sarebbe riaperto e ha parlato di una revoca progressiva delle sanzioni, come riportato dalle agenzie.

Problemi tecnici e fattibilità dell’attuazione

Il testo così com’è circolato mescola scadenze stringenti , aperture economiche molto ambiziose e garanzie sul nucleare ancora da negoziare. Funzionari citati dai media hanno evidenziato la complessità pratica di passaggi come bonifiche navali, coordinamento con l’Oman, iter per la revoca delle sanzioni internazionali e controllo delle scorte di uranio arricchito, che richiedono verifiche e strumenti tecnici non immediati.

La presenza di scadenze nette nella bozza introduce una leva negoziale forte ma richiede il coordinamento di più attori internazionali, condizione che può rendere complicata l’attuazione senza ulteriori accordi tecnici e politici.

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