17 giugno 2026 – la principessa ereditaria di Norvegia, Mette‑Marit, è stata sottoposta a un trapianto di polmoni all’Ospedale Nazionale di Oslo. Il palazzo reale ha detto che l’intervento è stato eseguito per una forma rara di fibrosi polmonare diagnosticata nel 2018. “Il trapianto di polmoni si è rivelato finora un successo“, ha dichiarato Arnt Fiane, primario di chirurgia toracica; i medici avevano stimato che senza intervento la sopravvivenza sarebbe stata dell’ordine di uno‑due anni. Il palazzo reale ha informato che, nelle settimane precedenti, le condizioni di Mette‑Marit si erano aggravate e che la principessa aveva iniziato a usare ossigeno anche in pubblico. Il magazine Hello! aveva documentato la sua presenza alla Festa Nazionale del 17 maggio con una cannula nasale collegata a un dispositivo per l’ossigeno. Nella stessa giornata la principessa aveva partecipato alla sfilata dei bambini a Skaugum e si era affacciata dal balcone del Palazzo Reale, accompagnata da familiari. Il professor Are Martin Holm, primario del Dipartimento di Medicina Respiratoria del Rikshospitalet, aveva spiegato che “si sta raggiungendo il punto in cui sarà necessario un trapianto di polmone” e che erano in corso i preparativi per un’eventuale lista d’attesa, senza però fissare una data per l’inserimento.
Mette-Marit, intervento del 17 giugno e comunicazioni mediche
L’operazione del 17 giugno è stata effettuata nell’unità di chirurgia toracica dell’Ospedale Nazionale di Oslo. Il palazzo reale ha diffuso una nota sulle condizioni post‑operatorie e ha citato il primario Arnt Fiane. Non sono stati forniti dettagli tecnici sul donatore o sulla durata dell’operazione. I bollettini clinici diffusi in autunno dal Rikshospitalet, richiamati da alcuni media, avevano già segnalato un peggioramento della salute della principessa e l’avvio delle valutazioni per il trapianto.
Impegni ufficiali e comunicazioni della Casa Reale
La partecipazione di Mette‑Marit alla Festa Nazionale era stata confermata dalla Casa Reale attraverso il sito ufficiale; in quell’occasione la principessa era accompagnata dal marito, il principe ereditario Haakon, e da altri membri della famiglia, come il re Harald e la regina Sonja, come riportato dai media. La figlia Ingrid Alexandra, che si trovava in Australia per motivi di studio, aveva inviato un messaggio pubblico dal suo account ufficiale: “Festeggerò il 17 maggio qui a Sydney”, si leggeva nella nota pubblicata online.
Processo di Marius Borg Høiby: la sentenza è arrivata
Alla convalescenza della principessa si sovrappone la vicenda giudiziaria del figlio maggiore, Marius Borg Høiby. Il tribunale distrettuale di Oslo ha pronunciato il verdetto il 15 giugno: condanna a quattro anni di reclusione per due capi d’accusa di stupro nei confronti di donne diverse, per violenze domestiche contro l’ex fidanzata Nora Haukland e per uso di sostanze stupefacenti, mentre è stato scagionato da altre due accuse di stupro. La pena è risultata sensibilmente inferiore ai sette anni e sette mesi richiesti dal pubblico ministero Sturla Henriksbo. Høiby ha rigettato le accuse di stupro e di violenza contro l’ex e ha già annunciato, tramite i suoi legali, l’intenzione di fare ricorso in appello. Nella stessa serata della condanna è stata inoltre respinta una nuova richiesta di arresti domiciliari, motivata anche dal peggioramento delle condizioni di salute della madre.
Mette-Marit e il rapporto con Jeffrey Epstein
Negli ultimi mesi la principessa era tornata al centro dell’attenzione anche per il suo rapporto con Jeffrey Epstein: in un’intervista a NRK Mette‑Marit aveva detto di essersi sentita “manipolata e ingannata” e aveva definito il legame con Epstein “un’amicizia, nient’altro”, espressioni riprese dalla stampa a seguito del rilascio di documenti giudiziari internazionali. La principessa aveva inoltre dichiarato di considerare la propria responsabilità nel non aver approfondito il passato di Epstein.
