Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto oggi a Kiev, 15 giugno, di aver proposto un incontro diretto con il presidente russo Vladimir Putin durante il vertice del G7 in Francia. Ha precisato che la proposta era stata trasmessa “tempo fa” tramite intermediari, canali diplomatici e servizi di intelligence, ma che Mosca non ha dato “alcuna risposta chiara”. La dichiarazione è arrivata durante una visita al complesso della Pechersk Lavra, danneggiato nei raid notturni, mentre il presidente pubblicava su X un bilancio degli attacchi.
Zelensky ha precisato che l’ipotesi prevedeva la partecipazione di rappresentati europei e statunitensi all’incontro. Ha aggiunto che Europa e Stati Uniti avevano espresso un parere favorevole sul formato proposto, ma che Mosca ha “dimostrato ancora una volta di non essere pronta a parlarne”.
Zelensky: “Undici morti negli attacchi notturni”
Nel suo aggiornamento su X Zelensky ha indicato un bilancio provvisorio di 11 morti e 53 feriti a seguito degli attacchi della notte scorsa, riferendo di vittime e feriti in diverse aree del Paese. Il dato — 11 morti e 53 feriti — è quello comunicato pubblicamente dal capo dello Stato e viene presentato come bilancio aggiornato degli attacchi notturni. Il presidente ha chiesto misure più pressanti contro Mosca, definendo l’azione un “massiccio attacco russo”.
I danni causati dai droni russi
Zelensky ha affermato che due droni russi hanno preso di mira la zona dove si trovano la Lavra e l’Arsenale di Mystetskyi. Il fatto è stato segnalato per il complesso della Pechersk Lavra, a Kiev, durante il “massiccio attacco notturno” riferito dal presidente. Sono stati riportati danni al sito della Lavra di Kiev-Pechersk, riconosciuto patrimonio dell’Unesco, e Zelensky ha diffuso un video della sua visita al luogo danneggiato.
Sul suo profilo X il presidente ha scritto che “È stato confermato che due droni russi hanno deliberatamente preso di mira la parte della città in cui si trovano la Lavra e l’Arsenale di Mystetskyi” e ha sottolineato che il mondo non deve rimanere indifferente di fronte a questo attacco, definendolo un’aggressione alla comunità cristiana e al patrimonio culturale dell’umanità.
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