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AlmaLaurea: laureati all’estero guadagnano il 60% in più rispetto all’Italia

Il divario di 1.100 euro mensili dopo 5 anni alimenta la fuga dei cervelli verso Germania, Svizzera e Regno Unito.

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Federico Perrone di Federico Perrone

AlmaLaurea ha affermato che, a cinque anni dal titolo, i laureati italiani che lavoravano all’estero hanno guadagnato in media quasi il 60% in più rispetto ai colleghi rimasti in Italia. La retribuzione netta media all’estero a cinque anni era di 2.941 euro al mese, contro circa 1.840 euro per chi lavorava in Italia. Il rapporto ha segnalato che questo divario salariale è un elemento rilevante della mobilità internazionale e che il tasso di occupazione supera l’80% a un anno dal titolo, salendo oltre il 90% a cinque anni.

Mobilità internazionale e percorsi professionali

AlmaLaurea registra che a un anno dalla laurea una quota ristretta di laureati lascia il Paese: 3,7% per i laureati di primo livello e 4,5% per quelli di secondo livello. Le destinazioni principali elencate sono Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Regno Unito. Per i laureati con una magistrale la retribuzione netta media a un anno era di 2.290 euro, salita a 2.941 euro dopo cinque anni: AlmaLaurea interpreta questi livelli come fattori di attrazione verso mercati esteri che offrono salari più elevati e percorsi di carriera più rapidi nelle fasi iniziali della professione.

Occupazione e salari in Italia

Il Rapporto misura l’aumento del tasso di occupazione negli anni successivi alla laurea: a un anno dal titolo il tasso era pari al 81,2% per i laureati di primo livello e al 80,8% per quelli di secondo livello; a cinque anni si collocava rispettivamente al 91,7% e al 94,4%. Sul fronte delle retribuzioni, a un anno dalla laurea la retribuzione mensile netta media era di 1.491 euro per i laureati di primo livello e di 1.495 euro per quelli di secondo livello; a cinque anni la media era salita a 1.796 euro per la triennale e a 1.903 euro per la specialistica. Anche il tasso di disoccupazione è diminuito: a un anno si attestava intorno al 9,2% per il primo livello e al 9,3% per il secondo; a cinque anni il dato scendeva al 2,6%.

Settori con le retribuzioni più alte

Secondo il Rapporto, le retribuzioni più elevate si concentrano in specifici ambiti professionali: ingegneria, informatica e tecnologie ICT, discipline medico‑sanitarie, economia e professioni tecniche specializzate. AlmaLaurea osserva che, anche in questi settori, il differenziale retributivo con alcuni Paesi europei e nordamericani rimane significativo sia sui livelli iniziali sia nella crescita salariale dei primi anni di carriera.

Differenze per genere e territorio

Il Rapporto evidenzia divari strutturali: a parità di condizioni gli uomini mostrano una probabilità di occupazione superiore del 13,7% rispetto alle donne e, in media, una retribuzione netta superiore di 67 euro al mese. Sul piano territoriale, chi risiede al Nord presenta una probabilità di lavoro superiore del 34,8% rispetto al Sud e percepisce in media 68 euro netti al mese in più rispetto ai laureati del Mezzogiorno.

Metodo e copertura del Rapporto

L’analisi del XXVIII Rapporto AlmaLaurea si basa su indagini anonime e su una banca dati estesa: il consorzio ha raccolto informazioni da decine di atenei aderenti e ha utilizzato dati tratti da milioni di curricula. AlmaLaurea conta oltre 84 università consorziate.

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