“Il centrodestra ha tradito”, ha detto Roberto Vannacci, senza mezzi termini, durante la prima Assemblea nazionale di Futuro Nazionale a Roma. Lo scorso mese, davanti a un pubblico attento, il generale ed europarlamentare ha preso le distanze con forza dalla coalizione che sostiene il governo Draghi. Non si è limitato a una critica generica: ha puntato il dito contro le scelte politiche che, a suo avviso, vanno nella direzione opposta a quella auspicata dal suo movimento. Le sue parole hanno subito provocato una reazione dura, con Antonio Tajani che non ha esitato a bollare Vannacci come “quinta colonna della sinistra”. Tra accuse pesanti e temi scottanti come la remigrazione, l’assemblea si è trasformata in un vero scontro, segnando una frattura netta nelle strategie politiche italiane.
L’assemblea di Futuro Nazionale si è aperta con un’atmosfera carica di provocazione e orgoglio. Roberto Vannacci ha esordito con un discorso che non lasciava spazio a dubbi: “Siamo la feccia, i figli di nessuno e fierissimi di esserlo”. Parole forti, accompagnate da un richiamo simbolico alla preghiera dei paracadutisti francesi, che ha coinvolto tutta la platea. Il generale ha messo in chiaro la sua identità politica indipendente, respingendo con decisione le accuse di fare da stampella alla sinistra, una narrazione che ha definito falsa e strumentale.
Con questo messaggio, Vannacci ha voluto presentare Futuro Nazionale come un movimento autonomo, che rifiuta qualsiasi compromesso con i partiti maggiori, in particolare il centrodestra che, secondo lui, continua a portare avanti scelte politiche lontane dal suo modo di vedere. L’assemblea si è così trasformata in un terreno di scontro, tra richiami forti alla sovranità e all’orgoglio identitario, segnando un chiaro distacco dalle posizioni moderate e liberali.
Vannacci esclude l’alleanza con il centrodestra e al “voto utile”
Nel suo intervento, Vannacci esclude l’alleanza con il centrodestra. Per lui questa coalizione è solo la continuazione di politiche tecnocratiche e globaliste, quelle stesse che Mario Draghi ha rappresentato con il suo governo. Ha preso di mira in particolare il Green Deal e il cosiddetto “debito comune”, definendo questi temi come pagine che il centrodestra continua a sostenere, dimostrando così la sua mancanza di autonomia e sovranità.
Non sono mancate critiche dure verso esponenti come Antonio Tajani e Forza Italia, accusati di votare in Europa spesso insieme a partiti di sinistra o favorevoli a misure contrarie alla linea sovranista che Futuro Nazionale vuole portare avanti. Vannacci ha rigettato anche l’idea del «voto utile», spiegando che non si può ridurre tutto a una scelta tra due fronti: “o con noi, o con la sinistra”. Secondo lui, la vera divisione è tra chi difende la sovranità nazionale e chi invece appoggia le istituzioni europee e le politiche di Von der Leyen e Draghi.
Il generale ha ricordato di aver rifiutato la fiducia al governo Meloni proprio per queste ragioni, segnando una linea netta contro alleanze e compromessi che non si possono conciliare con il suo progetto politico. Su questo punto non ha fatto un passo indietro, mantenendo una posizione dura che mette Futuro Nazionale in opposizione alle maggioranze attuali.
Tajani risponde: “Vannacci è la quinta colonna della sinistra”
Non si è fatta attendere la replica di Antonio Tajani, intervenuto da Cagliari durante il congresso regionale di Forza Italia in Sardegna. Tajani ha definito la posizione di Futuro Nazionale come una vera e propria “quinta colonna della sinistra”, avvertendo che la linea di Vannacci rischia di indebolire il centrodestra e di favorire le opposizioni. Lo scontro tra i due rappresenta una spaccatura evidente in un campo politico sempre più diviso.
Un altro tema centrale nelle parole di Vannacci è stato quello della remigrazione, un termine che ha rivendicato come una sua conquista sia semantica che politica. Ha ricordato come un tempo questa parola fosse tabù, mentre oggi è entrata nel dibattito pubblico proprio grazie al suo impegno. Vannacci ha contestato chi dice che la remigrazione non si può attuare, citando il caso di Mark Bullen, ex poliziotto inglese a cui è stata tolta la cittadinanza per motivi politici senza processo.
Infine, il generale si è distanziato nettamente da modelli stranieri o da un’identità “africana”, puntando invece sulla difesa della tradizione romana e cristiana italiana. Ha lanciato un messaggio chiaro ai suoi: “L’Italia agli italiani” non è solo uno slogan, ma la base imprescindibile del loro progetto politico.
Con queste parole, Roberto Vannacci ha tracciato una linea precisa: Futuro Nazionale si presenta come un’alternativa sovranista e identitaria, in netta rottura con le forze politiche consolidate e con il quadro attuale del panorama italiano.
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