19 giugno 2026 – Tra i quesiti proposti alla Maturità 2026 per il liceo scientifico figurava un problema di matematica ispirato al celebre rompicapo Cover the Spot, un classico gioco da fiera diffuso da oltre un secolo nelle fiere e nei luna park di Stati Uniti e Canada.
La traccia prendeva spunto dal noto problema matematico della copertura dei cerchi, tornato di grande attualità grazie ai social media: negli ultimi anni il rompicapo è diventato virale su TikTok, dove migliaia di video documentano i tentativi — quasi sempre falliti — di coprire un cerchio rosso con dischetti metallici.
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Cover the Spot, la traccia della Maturità 2026
Il ministero ha proposto agli studenti una variante originale del gioco, ambientata in una storia tra due amici: Cecilia mostra a Nicolò un quadrato ABCD di lato √2 dm e ritaglia tre cartoncini circolari di raggio 2/3 dm. Lo scopo è coprire, con i tre cerchi, la maggior parte possibile del quadrato. Cecilia posiziona il primo cartoncino in modo che il centro cada sulla diagonale AC e il bordo passi per il vertice A. Dopodiché afferma di aver già coperto più della metà del quadrato; Nicolò, invece, sostiene il contrario.
Perché l’area può trarre in inganno
L’errore più immediato è confrontare le aree. Il cerchio ha un’area di circa 1,40 dm², a fronte dei 2 dm² del quadrato. A prima vista sembra una copertura quasi sufficiente, e proprio su questa impressione si basa l’intuizione di Cecilia. Ma area e copertura reale non coincidono. Nella traccia, infatti, il cerchio non può essere posizionato liberamente: il suo centro deve trovarsi sulla diagonale AC e il bordo deve passare per il vertice A. Questo vincolo cambia completamente la situazione. Non è più una questione di “quanto spazio” ha il cerchio in astratto, ma di quanta parte del quadrato riesce davvero a intercettare in quella posizione precisa. Inoltre, la forma gioca un ruolo decisivo. Il cerchio è regolare, il quadrato presenta angoli che risultano più difficili da “raggiungere” con una curva fissa. Anche rispettando i vincoli della traccia, è possibile che alcune zone del quadrato restino scoperte. È lo stesso tipo di paradosso che rende insidiosi i giochi da fiera: le dimensioni sembrano compatibili, l’intuizione suggerisce che la copertura dovrebbe riuscire, ma la geometria smentisce questa impressione. Per stabilire chi abbia ragione tra Cecilia e Nicolò non basta quindi un confronto tra numeri. Serve calcolare con precisione l’intersezione tra il cerchio – in quella posizione vincolata – e il quadrato, e confrontarla con la metà dell’area totale, cioè 1 dm². Un passaggio meno immediato di quanto sembri, ed è proprio ciò che la traccia intendeva mettere alla prova.
Regole del gioco, dai Luna Park a Tik Tok
Nella versione originale da fiera, i dischi vengono lasciati cadere sul bersaglio e non possono essere riaggiustati una volta appoggiati: una regola che trasforma un problema teoricamente risolvibile in una sfida quasi impossibile nella pratica. Il New Jersey Division of Consumer Affairs ha persino pubblicato un documento ufficiale intitolato “Cover the Red Spot” che codifica questa regola, a testimonianza di quanto il gioco fosse diffuso e regolamentato nei luna park americani.
In aggiunta, su TikTok negli ultimi due anni sono diventati virali i video con gli hashtag #coverthespot e #coverthespottrick che documentano tentativi pratici del rompicapo. Alcune clip mostrano come piccoli errori di posizionamento lascino porzioni scoperte; altre pubblicazioni ripropongono fotografie di disposizioni teoriche che illustrano la combinazione di posizioni necessaria per ottenere la copertura.
Questi tentativi mostrano bene il punto: anche scostamenti minimi cambiano completamente l’esito, e la differenza tra successo e fallimento è spesso questione di millimetri, non di area.
