Alla Camera dei deputati il tema della remigrazione ha acceso un confronto durissimo, con momenti di forte tensione politica e scambio di accuse tra maggioranza e opposizioni. Nel corso della seduta, la deputata del Partito Democratico Ouidad Bakkali ha letto in Aula una lunga serie di messaggi minatori e insulti ricevuti sui social, denunciando pubblicamente l’escalation di odio che l’accompagna dopo le sue posizioni sulla manifestazione di sabato.
Le parole della dem Bakkali e il caso dei 13.500 commenti d’odio
Intervenendo in Aula, Bakkali ha scelto di riportare integralmente alcuni dei messaggi ricevuti, parlando di un totale di circa 13.500 commenti comparsi sotto un suo post relativo a una manifestazione contro la remigrazione. Tra le frasi lette dalla deputata, insulti pesanti e minacce esplicite, che spaziano da offese personali fino a riferimenti violenti rivolti anche alla sua famiglia.
La parlamentare ha sottolineato come il linguaggio utilizzato nei messaggi rappresenti, a suo avviso, un segnale preoccupante di degenerazione del dibattito pubblico, chiedendo un argine a quella che ha definito una forma di “odio sociale” sempre più diffusa.
L’attacco politico ai “vannacciani” e il riferimento alla responsabilità
Nel suo intervento, la deputata dem ha poi rivolto un passaggio diretto ai sostenitori del generale Roberto Vannacci, definendoli in maniera critica e parlando di una responsabilità politica rispetto al clima che si sta creando. Bakkali ha ribadito che, al di là delle divergenze ideologiche, le parole possono trasformarsi in strumenti di violenza e che questo aspetto non può essere sottovalutato nel dibattito parlamentare.
Il suo intervento ha immediatamente acceso la reazione dei banchi opposti, dando il via a una serie di repliche incrociate.
La replica di Laura Ravetto a Bakkali
Subito dopo, è intervenuta la deputata di area vannacciana Laura Ravetto, che ha a sua volta letto in Aula alcuni messaggi offensivi ricevuti personalmente. Anche in questo caso si tratta di insulti e auguri di morte, che la parlamentare ha collegato al suo sostegno politico al generale e al dibattito sull’immigrazione.
Ravetto ha sottolineato la necessità di affrontare il tema con equilibrio, ricordando come il rispetto debba essere reciproco e come il fenomeno degli attacchi online colpisca esponenti di schieramenti diversi. Ha inoltre evidenziato la preoccupazione per le ragazze e le donne che, secondo lei, vivono con timore la sicurezza nelle strade e chiedono maggior controllo sui flussi migratori irregolari.
Il confronto si è ulteriormente ampliato con l’intervento di Rossano Sasso, che ha accusato il centrosinistra di una corresponsabilità politica nella gestione dei fenomeni migratori irregolari, usando toni molto duri nel dibattito.
A seguire, il deputato dem Andrea Casu ha richiamato l’attenzione sulla necessità di condannare senza ambiguità gli insulti e le minacce, sottolineando come non possano esistere giustificazioni per questo tipo di messaggi, indipendentemente dall’appartenenza politica.
La solidarietà di Furgiuele
In chiusura del dibattito è intervenuto Domenico Furgiuele, che ha espresso solidarietà sia alla deputata Bakkali sia a Ravetto, pur inserendo il tema nel contesto politico più ampio della manifestazione sulla remigrazione. Il parlamentare ha rivendicato la libertà dei cittadini di organizzarsi e raccogliere firme per iniziative di legge popolare, accusando il centrosinistra di eccessiva chiusura verso queste iniziative.
