Il mondo dell’editoria italiana perde una delle sue figure più rappresentative. Romano Montroni è morto a Bologna all’età di 86 anni, dopo una lunga malattia. Per decenni è stato un punto di riferimento per librai, editori e lettori, contribuendo in modo decisivo alla diffusione della cultura del libro nel Paese. La sua carriera, iniziata giovanissimo dietro il bancone di una libreria, lo ha portato a guidare importanti realtà del settore e a formare intere generazioni di professionisti.
Dagli esordi alle Librerie Feltrinelli
Nato a Bologna nel 1939, Montroni si è avvicinato molto presto al mondo dei libri. Dopo una prima esperienza nel settore della distribuzione editoriale, entrò all’inizio degli anni Sessanta nelle Librerie Feltrinelli, realtà alla quale avrebbe legato gran parte della propria vita professionale.
Nel corso degli anni assunse ruoli sempre più importanti fino a diventarne direttore, incarico mantenuto fino al 2000. Sotto la sua guida, le librerie non furono semplicemente punti vendita, ma luoghi di incontro tra cultura, lettura e dibattito pubblico. Il suo nome divenne così sinonimo di una certa idea di libreria, intesa come presidio culturale aperto alla città e ai suoi lettori.
L’impegno di Montroni nella formazione dei nuovi librai
Conclusa l’esperienza alla guida delle Feltrinelli, Montroni non si allontanò dal mondo editoriale. Al contrario, inaugurò una nuova fase della sua attività dedicandosi soprattutto all’insegnamento e alla formazione professionale.
Fu professore a contratto nel master in Editoria cartacea e multimediale ideato da Umberto Eco presso l’Università di Bologna. Dal 2001 collaborò inoltre con la Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, dove tenne corsi specialistici e seminari destinati a chi desiderava intraprendere il mestiere del libraio.
La trasmissione delle competenze alle nuove generazioni rappresentò una delle missioni più importanti dell’ultima parte della sua carriera.
La nascita delle Librerie.Coop
L’amore per i libri e la volontà di innovare il settore lo portarono, nel 2005, a intraprendere una nuova avventura professionale insieme al mondo cooperativo.
Grazie alla collaborazione con Coop Adriatica contribuì alla creazione della rete Librerie.Coop, sviluppata sia nei centri storici sia negli spazi commerciali. Nel corso degli anni partecipò all’apertura di circa ottanta librerie e si occupò della selezione e della formazione di oltre ottocento professionisti del settore.
Il suo lavoro ebbe un ruolo determinante nel consolidare un modello di libreria capace di coniugare attività commerciale e promozione culturale.
Montroni è stato un punto di riferimento per la vita culturale di Bologna
Per molti anni Montroni è stato una presenza costante nella vita culturale bolognese. Nella libreria Ambasciatori di via Orefici accoglieva regolarmente scrittori, giornalisti e intellettuali durante incontri e presentazioni che richiamavano un pubblico numeroso.
Successivamente trasferì questa esperienza in Salaborsa, dove diede vita alla rassegna “Le voci dei libri”, realizzata insieme al Comune di Bologna e con il patrocinio del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura.
Tra il 2014 e il 2020 fu anche presidente del Centro per il libro e la lettura, confermando il proprio ruolo di protagonista nelle politiche di promozione della lettura a livello nazionale.
I libri e il racconto di una professione
Oltre a vendere libri, Montroni scelse anche di raccontare la propria esperienza attraverso la scrittura. Tra le opere più ricordate figurano Vendere l’anima. Il mestiere del libraio, pubblicato nel 2006 da Laterza, e Libraio per caso. Una vita tra autori e lettori, uscito nel 2010 per Marsilio.
Nei suoi volumi ripercorse il cammino che lo aveva portato da giovane apprendista a protagonista dell’editoria italiana, raccontando senza filtri il rapporto con gli autori, il mercato e soprattutto con i lettori.
La filosofia di vita di Montroni
Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona energica, instancabile e profondamente concreta. Amava definirsi un uomo del fare e vedeva nei libri non soltanto uno strumento di lavoro, ma una chiave per comprendere il mondo e se stesso.
In una delle sue interviste più note aveva spiegato che, proprio come la vita, anche i libri custodiscono una componente di mistero. Non avrebbe mai immaginato, raccontava, che proprio grazie a loro avrebbe scoperto la parte migliore di sé.
Con la sua scomparsa si chiude un capitolo importante della storia dell’editoria italiana. Romano Montroni lascia però un’eredità fatta di librerie, iniziative culturali, professionisti formati e soprattutto di una visione del libro come luogo di incontro tra persone, idee e storie.
