Il malinteso sulla lapide di Proietti
La notizia della presunta sparizione della lapide era trapelata il 6 giugno 2026, suscitando indignazione e preoccupazione tra fan e cittadini. Si pensava a un atto vandalico o a un furto. Ma quello che sembrava l’ennesimo episodio di degrado si è rivelato un equivoco. L’allarme era scattato nel pomeriggio, quando Ama – azienda municipale che gestisce i servizi cimiteriali della Capitale – aveva segnalato l’assenza della lastra marmorea dalla tomba dell’attore, ipotizzando inizialmente un furto e attivando le verifiche previste in questi casi. In realtà, la lapide era stata semplicemente rimossa dall’agenzia funebre per una procedura tecnica: l’incisione del nome di Sagitta Alter, appunto. A chiarire l’equivoco è stata Cinzia D’Angelo, portavoce dell’ufficio stampa della famiglia Proietti, che ha precisato: “La lapide è stata spostata per inserire il nome di Sagitta e verrà ricollocata lunedì con l’epitaffio aggiornato.” La vicenda, breve ma significativa, mostra quanto la figura di Gigi Proietti resti profondamente sentita a Roma. Le istituzioni cittadine hanno comunicato con rapidità, ma anche a costo di alimentare un fraintendimento.
Gigi Proietti e Sagitta Alter: un ricordo che resta a Roma
Gigi Proietti, scomparso il 2 novembre 2020, ha lasciato un’eredità indelebile nel teatro e nella cultura italiana. A Roma è stato celebrato più volte come “Mattatore”, un simbolo che andava ben oltre il palcoscenico. Accanto a lui, per oltre cinquant’anni, c’è stata Sagitta Alter, punto di riferimento della sua vita privata e custode della sua memoria dopo la sua scomparsa. Un legame forte, mai formalizzato dal matrimonio ma solido e duraturo. Alter è stata presente in ogni aspetto dell’attività di Proietti: dalla gestione del Politeama Brancaccio al Globe Theatre. Proietti la definiva un “pilastro”.
Dopo la sua morte, è stata proprio lei a fondare, nel 2021, la Fondazione Gigi Proietti – con lo scopo di proteggere e far vivere la sua eredità artistica attraverso convegni, mostre, corsi, borse di studio e un premio teatrale che porta il suo nome. La rimozione temporanea della lastra, ora in fase di completamento con l’incisione del suo nome, si inserisce in questa continuità affettiva che ancora oggi attraversa la città e chi continua a riconoscere in Proietti una figura centrale del teatro italiano.
Non è un caso che la famiglia avesse scelto di eseguire questa operazione in silenzio, senza comunicati anticipati. È il tipo di discrezione che avrebbe apprezzato anche lui. La leggenda metropolitana del presunto furto si è risolta in poco tempo, ma ha fatto capire che qualcuno passa da lì abbastanza spesso da accorgersi quando qualcosa manca.