Il 3 giugno 2026 la polizia tedesca ha annunciato il sequestro di oltre otto tonnellate di cocaina, nascoste in centinaia di pacchi che ufficialmente contenevano fave di cacao. L’operazione risale allo scorso 9 febbraio, ma è stata resa nota solo oggi. Secondo le autorità, la sostanza stupefacente era stata occultata all’interno del carico e avrebbe avuto un valore di mercato stimato intorno ai 500 milioni di euro. Il blitz è stato effettuato nel porto di Wilhelmshaven, uno dei più grandi della Germania, situato a ovest di Amburgo.
Il valore del sequestro
Gli agenti della polizia doganale hanno sottoposto a controllo radiogeno, tramite raggi X, un container che, secondo i documenti di trasporto, avrebbe dovuto contenere esclusivamente fave di cacao. L’esame ha rivelato anomalie nella densità del carico: all’interno erano nascosti oltre 400 pacchi avvolti in fogli neri, contenenti ciascuno circa venti blocchi di polvere compressa.
Il valore complessivo della merce sul mercato clandestino è stato stimato in circa 500 milioni di euro. Ogni panetto era inoltre dotato di dispositivi di localizzazione GPS, elemento che indica un elevato livello di organizzazione della rete criminale.
Sequestro di cocaina: la trappola in Spagna e le nuove rotte atlantiche
Per risalire ai destinatari del carico, la polizia tedesca ha proseguito l’indagine in coordinamento con le autorità spagnole. Gli inquirenti hanno svuotato il container della sostanza illecita, permettendo comunque al mezzo di proseguire il viaggio verso la Spagna, destinazione finale della spedizione. La trappola è scattata in una zona industriale nei pressi di El Ejido, nella provincia di Almería, dove le autorità spagnole hanno arrestato due sospettati, ritenuti coinvolti nella gestione logistica dell’importazione.
I precedenti simili
Questo schema operativo riflette una tendenza evidenziata dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC): i flussi di stupefacenti verso l’Europa sono in crescita costante, con una pressione sempre maggiore sui principali hub come i porti di Anversa e Rotterdam, dove i controlli sono stati rafforzati negli ultimi anni. Casi analoghi si sono verificati anche nel Mediterraneo: al porto di Livorno, nell’aprile 2025, oltre duemila chili di cocaina erano stati nascosti in un container di polvere di cacao proveniente dall’Ecuador.
I sequestri di cocaina sono sempre più difficili
Il fenomeno delle coperture alimentari è documentato anche da Europol: secondo un rapporto dell’agenzia del gennaio 2026, la cocaina viene occultata con frequenza crescente in alimenti, plastica e macchinari industriali, rendendo il rilevamento tramite scanner e cani antidroga sempre più difficile. Un caso emblematico riguarda una rete smantellata nel giugno 2025, che nascondeva la droga in spedizioni di polvere di yucca congelata dalla Costa Rica verso i porti di Spagna e Portogallo; la densità del prodotto permetteva alla cocaina di sfuggire ai controlli radiogeni, mentre il freddo neutralizzava l’olfatto dei cani antidroga.
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