A Bordighera proseguono le indagini sulla morte di Beatrice, la bambina di due anni deceduta il 9 febbraio 2026. La madre, Emanuela Aiello, ha rilasciato delle nuove dichiarazioni, affermando di non aver mai picchiato sua figlia. Sia la donna che il suo compagno, Emanuel Iannuzzi, sono stati arrestati con l’accusa di maltrattamenti aggravati dal decesso della piccola.
La madre di Beatrice si assolve: “Non ho mai fatto del male alle mie figlie”
Durante l’interrogatorio con il gip (il giudice per le udienze preliminari), Iannuzzi ha scelto di restare in silenzio. La madre di Beatrice, invece, ha negato con forza ogni accusa di violenza sulle figlie. “Non ho mai alzato le mani sulle mie bambine, né ho mai visto gesti violenti contro di loro”, ha detto Aiello, come riferito dal suo avvocato Bruno di Giovanni, che la difende insieme a Laura Corbetta. Il legale ha confermato una modifica del capo di imputazione, ma ha anche sottolineato che mancano ancora molti atti giudiziari che potrebbero chiarire meglio la posizione della donna. Durante l’interrogatorio, Aiello ha risposto a tutte le domande, ma si è commossa ricordando Beatrice, mostrando un dolore profondo che, secondo quanto dichiarato, la accompagnerebbe da mesi.
Il compagno sceglie il silenzio
Diversa la situazione per Emanuel Iannuzzi: arrestato con le stesse accuse e assistito dai suoi legali, il 42enne ha deciso di non rispondere alle domande, seguendo il consiglio dei suoi difensori. Una mossa dettata dalla prudenza in una fase delicata dell’inchiesta. L’avvocato ha spiegato che Iannuzzi è sotto choc per quanto accaduto, ma continua a dichiararsi innocente.
La madre di Beatrice al padre biologico: “Non sono stata io”
Un momento che ha fatto emergere le tensioni nella famiglia è arrivato durante un’udienza civile sull’affidamento delle figlie. Per Emanuela Aiello e Maurizio Rao, il padre biologico delle bambine, è stato il primo incontro dopo la tragedia. “Non sono stata io”, ha dichiarato la donna quando l’ex compagno le ha chiesto di dire la verità. A riferirlo sono gli avvocati Scaffidi Fonti e Ventimiglia, che assistono Rao.
Le speranze del padre e i possibili nuovi capi di imputazione
Maurizio Rao, assistito dai suoi legali, non ha ancora parlato direttamente dopo l’udienza. I suoi avvocati però hanno espresso la speranza che l’inchiesta vada avanti con maggiore approfondimento. Ritengono probabile una nuova accusa nei confronti di Iannuzzi, con ipotesi più gravi. Mario Ventimiglia, uno dei suoi difensori, ha detto che maltrattare una bimba così piccola con tale crudeltà potrebbe configurare anche un omicidio volontario. Nel frattempo, le due sorelline di Beatrice sono considerate persone offese nel procedimento e saranno tutelate da una figura nominata dall’autorità giudiziaria.
Rapporti tesi tra la madre di Beatrice e Maurizio Rao
L’avvocato di Rao, infine, ha chiarito un punto importante: il padre biologico non ha mai avuto contatti diretti con Iannuzzi, se non in un episodio avvenuto durante la detenzione dello stesso Rao, terminata alla fine del 2025. In quel momento, mentre parlava al telefono con le figlie, l’uomo è stato interrotto bruscamente da Iannuzzi, che ha strappato il cellulare alle bambine con modi duri, vietando loro di chiamarlo di nuovo.
Per approfondire: Morte della piccola Beatrice, cosa emerge dall’ordinanza contro la madre?
