Nel corso della Terza Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, “Coopera 2026”, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha indicato un responsabile preciso per la crisi diplomatica innescata dalla vicenda della Global Sumud Flotilla: Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale del governo Netanyahu. Una presa di posizione accompagnata anche da una richiesta concreta: sanzioni mirate contro il ministro israeliano.
Cosa è successo alla Flotilla
Tra la notte del 18 e il 19 maggio 2026, la marina militare israeliana ha intercettato e abbordato diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali, a circa 120 miglia nautiche dalla costa. A bordo viaggiavano attivisti, politici e giornalisti diretti verso la Striscia di Gaza. Le centinaia di persone fermate, tra cui 29 cittadini italiani, sono state trasferite nel porto israeliano di Ashdod e successivamente nella prigione di Ktziot.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di un “trattamento incivile di persone fermate illegalmente” e del gesto “infimo” di Ben-Gvir. La Procura di Roma ha avviato un’indagine ipotizzando il reato di sequestro di persona, e acquisirà il video diffuso dal ministro israeliano.
La risposta di Tajani
Tajani, dopo la diffusione del video che vedeva gli attivisti della Flotilla ammanettati e inginocchiati, aveva parlato di “atti inaccettabili”, sottolineando la violazione dei diritti umani fondamentali a cui erano stati sottoposti e aveva dichiarato che per l’Italia “una linea rossa è stata superata“.
Intervistato dai giornalisti a margine di Coopera 2026, il ministro degli Esteri dichiara senza esitazioni: “ll responsabile è Ben Gvir“. Una posizione netta, avvalorata dal fatto che tanto Netanyahu quanto lo stesso ministro degli Esteri israeliano Sa’ar hanno pubblicamente condannato le sue azioni. “È per questo che sanzioniamo lui”, conclude.
Cosa potrebbe succedere dopo le parole di Tajani
L’intervento di Tajani apre nuovi scenari nel difficile gioco delle relazioni diplomatiche con Israele. La scelta di indicare con chiarezza un responsabile e di annunciare sanzioni segnala la fermezza dell’Italia su un problema che coinvolge diritto internazionale, sicurezza e diritti umani.
Le sue dichiarazioni arrivano in un momento delicato: nel corso della Terza Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, evento che ha richiamato molti rappresentanti istituzionali e che ha rappresentato un’occasione per ribadire il ruolo italiano nella ricerca di soluzioni pacifiche. Ora la leadership israeliana dovrà decidere se continuare a tollerare l’atteggiamento di Ben-Gvir o meno.
