Kiev è stata investita da un altro pesante attacco nel fine settimana. Missili, alcuni ipersonici come l’Oreshnik — tra i più avanzati e devastanti in dotazione a Mosca — hanno squarciato il cielo della capitale ucraina. Ma non è finita. Putin lancia un avvertimento chiaro: questi raid sono solo l’inizio di una nuova fase di offensiva. Nel frattempo, il ministero degli Esteri russo ha invitato stranieri e diplomatici a lasciare Kiev senza indugio, per evitare rischi che potrebbero diventare imminenti.
Le autorità russe giustificano questi attacchi come ritorsione per il bombardamento ucraino di questa settimana a Starobilsk, nella regione di Lugansk, sotto controllo russo. Quel raid ha colpito un dormitorio studentesco, causando 21 morti, molti adolescenti tra 14 e 18 anni, e più di 40 feriti. Mosca ha definito l’azione un atto terroristico, accusando i “sponsor occidentali” di aver fornito a Kiev “strumenti per commettere crimini”.
La diplomazia russa cambia tono: la pazienza è finita, promettono attacchi sistematici. Nel mirino ci sono sia le industrie militari ucraine a Kiev, sia i centri decisionali e i comandi delle forze armate.
Scontri sempre più duri, vittime civili da entrambe le parti
Tra sabato e domenica, nuovi attacchi russi hanno fatto almeno quattro morti e centinaia di feriti a Kiev. Sono stati usati missili ipersonici Oreshnik, Kinzhal e Zirkon, capaci persino di trasportare testate nucleari.
Dall’altra parte, gli attacchi ucraini continuano a colpire territorio russo e le zone dell’est Ucraina ancora sotto controllo di Mosca. In 24 ore sono morte sette persone, tra cui due minori, nelle regioni russe di Belgorod e Bryansk e nelle città filorusse di Horlivka e Uglegorsk, nell’area di Donetsk.
A Kramatorsk, la polizia ucraina segnala un attacco aereo russo con almeno tre civili feriti.
Putin firma legge per difendere i russi all’estero
Mentre la guerra va avanti, Vladimir Putin ha firmato una legge che autorizza l’uso delle forze armate russe per difendere i cittadini arrestati o perseguitati fuori dai confini nazionali. La norma si applica anche a procedimenti penali internazionali o stranieri in cui la Russia non è coinvolta. Una mossa che mostra come Mosca voglia proteggere i propri connazionali ovunque, in un clima geopolitico sempre più teso.
