La nuova fase dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi entra in un momento cruciale. Nelle prossime ore la difesa di Andrea Sempio depositerà una serie di consulenze tecniche con l’obiettivo di contestare gli elementi che hanno portato la Procura di Pavia a iscrivere il 38enne nel registro degli indagati per il delitto di Garlasco.
Gli accertamenti, commissionati dai legali dell’indagato, mirano a mettere in discussione alcuni dei principali aspetti investigativi emersi negli ultimi mesi e destinati a occupare un ruolo centrale nel confronto con gli inquirenti.
Le perizie sulle cause della morte di Chiara Poggi
Tra i documenti che verranno consegnati ai magistrati figurano innanzitutto gli esiti delle consulenze medico-legali. Gli esperti incaricati dalla difesa hanno analizzato le circostanze del decesso di Chiara Poggi, concentrandosi in particolare sulle cause della morte e sulla ricostruzione dell’orario in cui il delitto sarebbe stato commesso.
Si tratta di uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda, poiché la definizione della finestra temporale dell’omicidio potrebbe avere conseguenze rilevanti nella valutazione delle varie ipotesi investigative.
L’analisi delle impronte: sono di Sempio?
Un altro capitolo riguarda gli accertamenti antropometrici richiesti dalla difesa. Gli specialisti hanno esaminato le impronte attribuite all’autore dell’omicidio per verificare se siano compatibili con le caratteristiche fisiche di Andrea Sempio, in particolare con le dimensioni del suo piede.
Accanto a queste verifiche saranno depositate anche consulenze dattiloscopiche relative alla cosiddetta impronta “33”, uno degli elementi che negli ultimi tempi è tornato al centro dell’attenzione nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Pavia.
Una memoria per contestualizzare le dichiarazioni di Sempio
Oltre alle relazioni tecniche, la difesa presenterà ai pubblici ministeri anche una memoria corredata da documentazione. L’obiettivo è fornire un contesto interpretativo ai cosiddetti soliloqui di Andrea Sempio, più volte richiamati nel corso dell’attività investigativa.
I legali intendono così offrire una lettura complessiva delle dichiarazioni e dei comportamenti dell’indagato, sostenendo la necessità di valutarli all’interno del loro contesto e non come elementi isolati.
Esclusa la relazione personologica
Tra i documenti che non verranno invece depositati figura la relazione personologica. La difesa ha scelto di non includere questo elaborato nel materiale destinato ai magistrati.
L’attenzione si concentrerà quindi principalmente sugli aspetti tecnico-scientifici, con l’obiettivo di contestare le conclusioni investigative che hanno portato alla riapertura del caso e al coinvolgimento di Andrea Sempio nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.
La posizione della difesa di Sempio sulla consulenza del Racis
Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, che assistono Andrea Sempio, contestano la rilevanza probatoria della consulenza affidata dai magistrati ai carabinieri del Racis per delineare il profilo psicologico del loro cliente.
Secondo i legali, l’elaborato non sarebbe al momento utilizzabile come prova all’interno del procedimento. Proprio per questa ragione, pur depositando oggi in Procura le consulenze predisposte dalla difesa, avrebbero deciso di non presentare la propria relazione personologica.
La scelta, stando a quanto riferito, è legata alla convinzione che non vi sia motivo di produrre una consulenza analoga finché quella redatta dal Racis non acquisirà un effettivo valore probatorio. La difesa si riserva quindi di valutare un eventuale deposito della propria relazione in una fase successiva, qualora cambiasse il quadro processuale relativo all’utilizzabilità dell’elaborato contestato.
“I soliloqui non sono una confessione”
Secondo Cataliotti, i commenti pronunciati da Sempio mentre era da solo non possono essere interpretati come ammissioni di responsabilità. Il legale sostiene che quei soliloqui non avrebbero carattere confessorio e non conterrebbero elementi inediti. A suo giudizio, si tratterebbe di considerazioni sostanzialmente sovrapponibili a quelle già circolate tra utenti di podcast e trasmissioni che si sono occupate del delitto di Garlasco.
Cataliotti si appresta inoltre a consegnare ai magistrati di Pavia una serie di consulenze predisposte dalla difesa. Tra queste figurano una relazione sulla Bpa, una dedicata all’impronta 33, una consulenza medico-legale e un’integrazione di carattere genetico.
A queste si aggiunge uno studio sulle impronte di scarpe, con cui la difesa sostiene che il piede di Sempio non sarebbe compatibile, per larghezza, con le tracce analizzate dagli investigatori. Verrà inoltre depositata una memoria corredata da documentazione finalizzata a inquadrare e spiegare il contenuto dei soliloqui attribuiti all’indagato.
Per approfondire: Delitto di Garlasco, la ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi
