Sono stati ritrovati, alle Maldive, gli ultimi due corpi dei cinque subacquei italiani spariti nella “Grotta degli squali”. Nelle acque dell’atollo di Vaavu, le ricerche si sono concluse solo dopo giorni estenuanti di immersioni. Intanto, le autorità continuano a indagare, cercando di ricostruire l’esatta dinamica di quella tragedia sommersa.
La mattina del 20 maggio 2024, le operazioni di recupero sono entrate nel vivo. Il primo corpo è stato già portato a bordo di una barca di supporto, mentre il secondo sta risalendo lentamente, scortato da un sommozzatore esperto. La grotta si trova a circa 50 metri di profondità, un ambiente difficile da affrontare: correnti forti, visibilità ridotta, e la necessità di muoversi con estrema cautela.
Alle squadre locali si sono aggiunti esperti finlandesi, tutti impegnati nel lavoro delicato di pianificare ogni mossa. Tecnologie avanzate, come scooter subacquei e bombole con sistemi di ricircolo dell’aria, aiutano a rendere più sicure e rapide le operazioni. Ma la complessità è tale che i sommozzatori possono lavorare solo a piccoli gruppi, recuperando i corpi due alla volta.
La tragedia delle Madive e le vittime: un dramma nel cuore dell’oceano
Tutto è iniziato il 14 maggio 2024, quando cinque sub italiani — tra cui ricercatori e guide con esperienza — si sono immersi nella grotta degli squali. Nonostante la loro preparazione, l’ambiente si è rivelato insidioso: correnti forti e un effetto Venturi hanno probabilmente risucchiato i sub nel tunnel, senza lasciare scampo. Tra le vittime ci sono Monica Montefalcone, ecologa marina dell’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, e altri esperti del mondo subacqueo e biologico marino.
Il bilancio della tragedia si è aggravato con la morte di un ufficiale militare maldiviano impegnato nelle operazioni di soccorso, portando il totale a sei vittime. Le autorità locali e la procura italiana stanno indagando per chiarire le cause e verificare le autorizzazioni dell’immersione. Il governo delle Maldive ha garantito piena collaborazione, mentre le istituzioni italiane sono al fianco delle famiglie e dei connazionali sull’isola.
Le operazioni di recupero continueranno nei prossimi giorni, con la massima attenzione per la sicurezza, nella speranza di portare a casa i corpi e fare chiarezza su uno degli incidenti subacquei più gravi degli ultimi anni.
