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Modena, gip su El Koudri: “Voleva colpire più persone possibile”

Convalidato l’arresto del 31enne accusato di strage e lesioni gravissime dopo l’investimento in centro. Secondo la giudice non ci sono elementi per collegare il gesto ai disturbi psichici per cui era stato seguito

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La tragedia a Modena a opera di Salim El Koudri

La tragedia a Modena | ANSA - Alanews.it

Vittorio De Bellaro di Vittorio De Bellaro

Giornalista e autore per Alanews.it, si occupa di attualità, politica, economia e società con particolare attenzione all’analisi dei fatti e alla verifica delle fonti. Il suo lavoro si concentra sulla cronaca e sull’approfondimento dei temi che influenzano il dibattito pubblico, con uno stile chiaro, rigoroso e orientato alla comprensione dei fenomeni contemporanei. Attraverso articoli, analisi e contenuti multimediali contribuisce alla produzione editoriale di Alanews, seguendo i principali eventi nazionali e internazionali e raccontandoli con un approccio informativo indipendente e basato sui principi del giornalismo professionale.

Salim El Koudri resta in carcere. La gip Donatella Pianezzi ha convalidato l’arresto del 31enne accusato di aver travolto diverse persone con la sua auto nel centro di Modena, sabato pomeriggio, disponendo la custodia cautelare in carcere. Le accuse contestate dalla Procura sono quelle di strage e lesioni gravissime, ma al momento non vengono riconosciute le aggravanti di terrorismo, odio razziale e premeditazione.

Durante l’udienza di convalida, che si è svolta in carcere, El Koudri si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha però consegnato agli investigatori i codici di sblocco del cellulare, un passaggio ritenuto utile per proseguire gli accertamenti sul suo passato, sui contatti recenti e sul quadro personale emerso dopo l’attacco.

La ricostruzione della gip: “Salim El Koudri voleva colpire più persone possibile”

Nell’ordinanza, la gip ricostruisce la dinamica dell’investimento e sottolinea la presunta volontà dell’indagato di indirizzare l’auto verso le zone più affollate. Secondo quanto riportato nel provvedimento, El Koudri avrebbe inizialmente puntato il marciapiede destro di via Emilia, colpendo alcuni pedoni e una ciclista. Successivamente, dopo essere tornato in carreggiata, avrebbe diretto la vettura verso il lato sinistro della strada, dove in quel momento si trovavano altre persone.

Per la giudice, questi elementi indicherebbero la volontà di colpire il maggior numero possibile di passanti. Dopo lo schianto finale contro una vetrina, il 31enne avrebbe anche tentato di rimettere in moto la Citroën C3. Non è ancora chiaro, secondo la ricostruzione, se l’intento fosse quello di ripartire per colpire ancora o per allontanarsi.

Il nodo psichiatrico e il rischio di fuga di Salim El Koudri

Un altro punto centrale dell’ordinanza riguarda le condizioni psichiche dell’indagato. El Koudri era stato seguito in passato dal Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia per un disturbo schizoide di personalità. Tuttavia, secondo la gip, allo stato attuale non ci sono elementi per ritenere che il gesto sia stato compiuto come conseguenza diretta di quella patologia. La giudice osserva inoltre che non emergono, per ora, elementi sufficienti per sostenere che il 31enne fosse incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.

La custodia in carcere è stata motivata anche con il rischio di fuga. Dopo l’impatto, El Koudri avrebbe cercato di allontanarsi a piedi, imboccando una strada laterale. Nell’ordinanza viene inoltre richiamato il legame della famiglia con il Marocco, Paese nel quale, secondo la giudice, l’indagato potrebbe contare su una rete di appoggio.

Il difensore Fabio Giannelli ha chiesto una visita per il suo assistito, auspicando che possano essergli prescritti farmaci in grado di stabilizzarlo e favorire una futura collaborazione con la giustizia. L’indagine resta aperta: gli accertamenti sul cellulare e sulla documentazione personale del 31enne saranno decisivi per chiarire il movente e il quadro complessivo dell’attacco.

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