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Tensione nello Stretto di Hormuz, nave Usa si ritira dopo ultimatum iraniano

Cresce la tensione nello Stretto di Hormuz dopo l’avvertimento iraniano a una nave Usa; intanto a Islamabad si apre uno storico dialogo diretto tra Washington e Teheran

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Possibili mine nello Stretto di Hormuz

Possibili mine nello Stretto di Hormuz | Shutterstock - alanews

Vittorio De Bellaro di Vittorio De Bellaro

Nato a Bologna nel 1996 è un giornalista specializzato in informazione digitale. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, ha iniziato a collaborare con alcune redazioni online occupandosi di cronaca e attualità. Negli ultimi anni ha concentrato il suo lavoro sul giornalismo web, seguendo l’evoluzione dei nuovi media e delle piattaforme digitali. Oggi cura contenuti, interviste e approfondimenti per testate e format che puntano a raccontare la realtà con un linguaggio fresco ma affidabile.

Roma, 11 aprile 2026 – La situazione nello Stretto di Hormuz si è nuovamente infiammata con un episodio che ha coinvolto una nave militare statunitense, secondo quanto riportato dalla tv di stato iraniana e fonti internazionali.

Tensione nello Stretto di Hormuz, nave Usa torna indietro dopo minaccia iraniana

Fonti statali iraniane hanno negato le precedenti affermazioni americane riguardo il passaggio di navi della Marina degli Stati Uniti attraverso lo stretto, cruciale via di transito per il petrolio mondiale. Tuttavia, la televisione di stato iraniana ha confermato di aver lanciato un avvertimento a una nave militare americana, minacciando un attacco entro 30 minuti qualora fosse stata attraversata la zona.

Secondo un alto funzionario militare iraniano citato dalla stessa tv, il vascello americano si è così ritirato, facendo marcia indietro. Il giornalista Phil Stewart della Reuters ha rilanciato la notizia su X, confermando l’episodio e sottolineando la gravità del gesto iraniano.

Parallelamente, fonti statunitensi e giornalisti come Barack Ravid di Axios hanno indicato che alcune navi della Marina Usa hanno effettivamente attraversato lo Stretto di Hormuz, da est verso ovest, prima di dirigersi verso il Mar Arabico. L’operazione, secondo un funzionario americano, era finalizzata a riaffermare la libertà di navigazione nelle acque internazionali, ma non è stata coordinata con Teheran, alimentando così la tensione.

Colloqui Usa-Iran a Islamabad: il primo incontro diretto dal 1979

Sul fronte diplomatico, si segnala un evento storico a Islamabad, dove si starebbero svolgendo colloqui trilaterali tra rappresentanti statunitensi e iraniani. Tra i partecipanti figurano il vicepresidente Usa JD Vance, l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff, Jared Kushner, e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, oltre ad altre figure di spicco.

Se confermati, questi colloqui rappresenterebbero i primi incontri diretti tra Usa e Iran dalla fondazione della Repubblica Islamica nel 1979, un segnale importante in un momento di alta tensione internazionale.

La situazione nello Stretto di Hormuz rimane dunque estremamente delicata, con uno scenario che vede da una parte la volontà statunitense di garantire la libertà di navigazione e dall’altra la ferma opposizione iraniana, pronta a minacciare l’uso della forza. Nel frattempo, i tentativi di dialogo diplomatico a Islamabad potrebbero rappresentare uno spiraglio in una crisi che coinvolge interessi globali e geostrategici di primo piano.

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