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Ristrutturazioni, dal 3 agosto obbligo di rinnovabili: quote e sanzioni per privati e PA

Le quote minime di energia pulita variano dal 15% al 65% a seconda dell'intervento e del tipo di edificio.

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Federico Perrone di Federico Perrone

Il recepimento nazionale della direttiva europea RED III impone in Italia l’integrazione di fonti rinnovabili nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni rilevanti a partire dal 3 agosto.

La misura fissa quote minime di energia rinnovabile per climatizzazione e acqua calda sanitaria, differenzia gli obblighi tra edifici pubblici e privati e prevede sanzioni in caso di inosservanza, con possibilità di deroga certificata da un tecnico abilitato quando l’installazione risulta impraticabile o non conveniente.

Chi è obbligato e su quali interventi

Proprietari, progettisti e responsabili dei lavori sono tenuti a integrare le rinnovabili nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni che incidono in modo significativo sull’immobile. La manutenzione ordinaria non rientra nel perimetro degli obblighi.

Il campo di applicazione riguarda le ristrutturazioni cosiddette “importanti”, distinte dal testo normativo in due livelli in base all’entità delle lavorazioni: gli interventi che coinvolgono oltre il 50% della superficie utile e quelli compresi tra il 25% e il 50%. La distinzione rileva ai fini delle soglie minime di copertura con energia da fonti rinnovabili.

Quote minime per tipologia di edificio e intervento

Le percentuali obbligatorie variano a seconda della natura dell’opera e del soggetto (pubblico o privato), con focus su climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria.

Per le nuove costruzioni private la quota minima è fissata al 60% dell’energia richiesta.

Per le nuove costruzioni pubbliche la soglia sale al 65%, una distinzione esplicita rispetto al privato.

Per le ristrutturazioni di primo livello (interventi oltre il 50% della superficie) l’obbligo è del 40%.

Per le ristrutturazioni di secondo livello (tra il 25% e il 50% della superficie) l’obbligo è del 15%.

Deroghe tecniche ed esenzioni

Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale consente la riduzione o il superamento degli obblighi quando un tecnico abilitato certifica l’impossibilità pratica di installare gli impianti rinnovabili. Le motivazioni ammesse includono vincoli paesaggistici o architettonici e la non convenienza economica dell’intervento rispetto ai benefici attesi.

La procedura di deroga richiede documentazione tecnica a supporto e una valutazione formale del professionista incaricato, che attesti le condizioni oggettive alla base della richiesta. La deroga si applica ai soli profili e alle sole porzioni di impianto per cui viene provata l’impraticabilità.

Tecnologie installabili

La normativa non impone una soluzione unica e consente di raggiungere le percentuali con diverse tecnologie rinnovabili. Tra le opzioni espressamente citate figurano i pannelli fotovoltaici per la produzione elettrica, il solare termico per l’acqua calda sanitaria, le pompe di calore in sostituzione delle caldaie tradizionali e gli impianti geotermici che sfruttano il calore del sottosuolo.

La scelta dipende dal progetto, dalle condizioni ambientali e dai vincoli tecnico‑urbanistici riscontrati, purché sia garantito il rispetto delle quote minime previste per la climatizzazione e l’acqua calda.

Sanzioni e iter amministrativo

Il recepimento della RED III è accompagnato da sanzioni economiche in caso di mancato rispetto degli obblighi. Il testo normativo rimanda alle procedure di contestazione e alle misure amministrative previste dall’ordinamento per l’irrogazione delle sanzioni.

Resta parallelamente attiva la possibilità di esenzioni su base tecnica, con la certificazione del tecnico abilitato come strumento operativo per motivare riduzioni o deroghe rispetto alle percentuali standard.

Contesto europeo e tempi di attuazione

La direttiva RED III, entrata in vigore il 20 novembre 2023, ha fissato obiettivi vincolanti di crescita della quota rinnovabile e un arco temporale per l’adozione delle misure a livello nazionale. Nel quadro italiano, le disposizioni per l’edilizia sono state tradotte in obblighi operativi e soglie numeriche applicabili alle pratiche di costruzione e ristrutturazione.

L’impossibilità di adeguamento deve essere attestata da un tecnico abilitato con idonea documentazione. L’efficacia delle nuove regole in Italia decorre dal 3 agosto.

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