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Libano, allarme Onu: “570 morti e 1400 feriti dal 2 marzo”

Oltre 570 morti e centinaia di migliaia di sfollati. L’appello del capo degli affari umanitari Tom Fletcher al Consiglio di Sicurezza: “Servono aiuti e diplomazia”

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Guerra in Libano

Guerra in Libano | Shutterstock - alanews

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

La situazione in Libano sta rapidamente peggiorando e rischia di trasformarsi in una crisi regionale di vasta portata. A lanciare l’allarme è stato Tom Fletcher, capo degli affari umanitari delle Nazioni Unite, intervenuto durante una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

“Questo è un momento di grave pericolo per il Libano e per la regione. Per tutti noi. Troppe spie lampeggiano. Le azioni hanno conseguenze”, ha dichiarato Fletcher, sottolineando l’urgenza di proteggere i civili e rafforzare gli aiuti umanitari.

Libano, centinaia di vittime e sfollamenti di massa

Secondo i dati presentati alle Nazioni Unite, la violenza iniziata il 2 marzo ha già provocato oltre 570 morti e più di 1.400 feriti. Ma a preoccupare ancora di più è l’aumento degli sfollamenti interni.

Il governo libanese ha registrato oltre 750.000 persone in movimento, costrette ad abbandonare le proprie case per sfuggire ai combattimenti e ai bombardamenti.

Molti di questi sfollati stanno cercando rifugio nelle grandi città. “Stiamo assistendo a spostamenti su larga scala verso aree urbane densamente popolate, dove la capacità di accoglienza è già al limite”, ha spiegato Fletcher.

Attualmente più di 120.000 persone, tra cui migliaia di bambini, sono ospitate in circa 580 centri collettivi allestiti per l’emergenza. Le condizioni umanitarie, secondo le agenzie internazionali, restano estremamente difficili.

Gli aiuti umanitari e l’appello alla comunità internazionale

Le Nazioni Unite e le organizzazioni partner stanno cercando di rispondere all’emergenza in Libano con forniture di beni essenziali. Fletcher ha riferito che finora sono stati distribuiti oltre 500.000 pasti caldi e più di 270.000 litri di acqua potabile, insieme ad articoli per l’igiene e beni domestici di prima necessità. Inoltre sono stati forniti 123.000 litri di carburante per mantenere attivi i servizi essenziali.

Nonostante questi interventi, le risorse disponibili restano insufficienti rispetto alle dimensioni della crisi. Per questo il capo degli affari umanitari dell’Onu ha rivolto un appello diretto alla comunità internazionale affinché aumenti il sostegno alle operazioni umanitarie.

“Abbiamo bisogno di finanziamenti generosi per rafforzare la risposta umanitaria”, ha affermato Fletcher, chiedendo anche che venga garantita la sicurezza dei civili e l’accesso agli aiuti salvavita in tutte le aree colpite.

Accanto agli aiuti immediati, le Nazioni Unite ritengono fondamentale rilanciare gli sforzi diplomatici per evitare un ulteriore allargamento del conflitto.

Secondo Fletcher, la priorità deve essere il ritorno a un confronto politico capace di ridurre la tensione. “Abbiamo bisogno della ripresa di una diplomazia strategica, calma e razionale”, ha concluso.

L’avvertimento dell’Onu arriva mentre la situazione in Medio Oriente resta estremamente fragile, con il rischio che le tensioni possano coinvolgere sempre più Paesi della regione e aggravare una crisi umanitaria già drammatica.

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