Il 9 giugno l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha denunciato che a Cuba i bambini stanno morendo per la mancanza di forniture mediche e farmaci essenziali. Ha attribuito l’aggravarsi della situazione alle sanzioni statunitensi e ad altre misure che privano medici e ospedali di risorse vitali. Türk ha fornito numeri: la mortalità infantile è raddoppiata a 9,9 decessi ogni 1.000 nascite, la sopravvivenza al cancro infantile è scesa dall’85% al 65%, i farmaci essenziali sono disponibili solo al 30% circa dei livelli abituali, la carenza di carburante ha ridotto la produzione alimentare del 60% e il prezzo dei beni di prima necessità è aumentato.
Le parole di Türk su Cuba
Türk ha chiesto l’immediata revoca delle sanzioni statunitensi contro il Paese. Ha affermato che si tratta di “misure che infliggono danni diffusi alla popolazione e aggravano una crisi che priva medici e ospedali di risorse vitali”. E ha aggiunto che “queste severe sanzioni, che colpiscono interi settori dell’economia e hanno ripercussioni diffuse, indiscriminate e gravi sulla popolazione, sono incompatibili con i principi fondamentali del diritto internazionale dei diritti umani”. Türk ha inoltre sottolineato che “Cuba sta affrontando un isolamento crescente” e che il Paese è quasi scollegato dai sistemi di pagamento internazionali.
Díaz‑Canel: tre opzioni attribuite agli Stati Uniti
Il presidente Miguel Díaz‑Canel, in un’intervista riportata dall’ANSA l’8 giugno, ha affermato che gli Stati Uniti starebbero valutando tre opzioni contro l’isola. La prima sarebbe l’asfissia economica per provocare una esplosione sociale e intervenire poi con il pretesto dell’aiuto umanitario. La seconda opzione sarebbe un dialogo coercitivo per controllare l’economia e forzare un cambio di sistema politico. Il terzo elemento, secondo Díaz‑Canel, è l’aggressione militare; il presidente ha difeso il diritto della nazione a prepararsi per evitare “sorprese” o “sconfitte”. La mortalità infantile citata nel rapporto è di 9,9 decessi ogni 1.000 nascite.
