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Dolcificanti, nuovi studi segnalano possibili rischi per reni e fegato

Nuove ricerche internazionali evidenziano possibili rischi per reni e fegato legati a sorbato di potassio e sorbitolo, spingendo a una revisione delle attuali normative

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Cibi ultraprocessati

Cibi ultraprocessati | alanews.it

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Shanghai, 27 dicembre 2025 – Negli ultimi anni, l’attenzione scientifica verso gli additivi alimentari e i dolcificanti impiegati negli alimenti ultraprocessati si è intensificata, soprattutto per comprendere meglio i loro effetti sulla salute umana. Tra le sostanze più studiate figurano l’acido sorbico e il sorbitolo, impiegati diffusamente come conservanti e dolcificanti. Recenti ricerche provenienti da prestigiose istituzioni internazionali, come la Jiao Tong University School of Medicine di Shanghai e la Washington University di Saint Louis, hanno messo in luce potenziali rischi associati al loro consumo regolare, aprendo nuovi scenari nell’ambito della sicurezza alimentare.

Sorbato di potassio e danni renali: un legame emergente

Lo studio condotto dai ricercatori della Jiao Tong University si è focalizzato sul sorbato di potassio (E202), un conservante largamente utilizzato e finora considerato innocuo. Avvalendosi di tecniche avanzate come la tossicologia di rete e l’intelligenza artificiale, il team ha individuato ben 374 potenziali bersagli dannosi per questa molecola, che sono stati poi confrontati con 4.037 possibili patologie acute renali. L’incrocio di dati ha evidenziato 238 sovrapposizioni significative, suggerendo la possibilità che il sorbato di potassio possa effettivamente contribuire a danni renali acuti.

L’analisi molecolare ha poi rivelato che il conservante attiva specifici geni e induce la produzione di proteine legate alla risposta infiammatoria, oltre a perturbare il metabolismo lipidico in modo simile a condizioni patologiche quali glomerulonefrite e fibrosi renale. Esperimenti in vitro su cellule renali hanno confermato la presenza di lesioni cellulari e una ridotta capacità rigenerativa, rafforzando l’ipotesi di un effetto dannoso anche a dosi di uso comune.

Dolcificanti, nuovi studi segnalano possibili rischi per reni e fegato
Dolcificanti, nuovi studi segnalano possibili rischi per reni e fegato

Dolcificanti, sorbitolo e metabolismo epatico: impatti sul fegato e microbiota

Un altro recente approfondimento della Washington University di Saint Louis, pubblicato su Science Signalling, si è concentrato sul sorbitolo, dolcificante diffuso negli ultraprocessati, e sul suo impatto sul fegato. Attraverso esperimenti sul modello animale dei pesci zebra, i ricercatori hanno confermato che il sorbitolo può essere prodotto nell’organismo, in particolare nell’intestino dopo i pasti, e accumularsi nel fegato dove si converte in fruttosio. Questo processo è particolarmente accentuato in condizioni patologiche come il diabete, dove lo squilibrio nel metabolismo del glucosio aumenta la sintesi di sorbitolo.

Lo studio ha inoltre evidenziato l’importante ruolo del microbiota intestinale nel modulare gli effetti del sorbitolo. Alcuni ceppi batterici, come specie di Aeromonas, sono in grado di degradare il sorbitolo, riducendo così i rischi per il fegato. Tuttavia, un’assunzione eccessiva di sorbitolo alimentare o una produzione interna elevata possono superare la capacità di detossificazione del microbiota, favorendo l’accumulo di fruttosio epatico e potenziali danni metabolici.

I ricercatori consigliano quindi di monitorare attentamente la presenza di sorbitolo negli alimenti industriali, come barrette proteiche e caramelle senza zucchero, e suggeriscono prudenza nel consumo, soprattutto in individui predisposti a disturbi metabolici.

Dolcificanti tra normative e valutazioni di sicurezza

Nel contesto europeo, tutti i dolcificanti sono regolati come additivi alimentari e sottoposti a rigorose valutazioni di sicurezza da parte dell’EFSA (European Food Safety Authority). Le sostanze dolcificanti autorizzate, tra cui il sorbitolo, sono oggetto di continue revisioni scientifiche per aggiornare le indicazioni di sicurezza e i limiti di assunzione. Nel 2024, l’EFSA ha completato la revisione della saccarina ed è in fase avanzata la rivalutazione del sorbitolo e di altri dolcificanti come il sucralosio, anch’esso al centro di recenti studi riguardanti effetti avversi.

I dolcificanti intensi, tra cui aspartame, acesulfame K e neotame, sono utilizzati per fornire un effetto dolcificante molto superiore a quello dello zucchero, con apporti calorici praticamente nulli. I polioli, come il sorbitolo, oltre a dolcificare, contribuiscono anche a caratteristiche funzionali degli alimenti, come la texture e il mantenimento dell’umidità. L’eritritolo è l’unico poliolo ipocalorico attualmente autorizzato in Europa con un profilo di sicurezza particolarmente favorevole.

Gli studi emergenti suggeriscono però che anche questi dolcificanti naturali, tradizionalmente considerati innocui, possono interagire in modo complesso con il metabolismo epatico e intestinale, richiedendo ulteriori approfondimenti per delineare con precisione il loro impatto a lungo termine sulla salute umana.

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