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Auto, Giorgia Meloni e 5 leader UE: “Rivedere lo stop alle ibride e ai biocarburanti”

I sei leader europei chiedono all’UE di rivedere il divieto sulle auto a combustione dal 2035, puntando su neutralità tecnologica e inclusione di biocarburanti e PHEV

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Biocarburanti

Biocarburanti | alanews.it

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Bruxelles, 5 dicembre 2025 – In una lettera congiunta indirizzata ai principali vertici dell’Unione Europea, la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e altri cinque leader europei – Donald Tusk (Polonia), Viktor Orban (Ungheria), Petr Fiala (Repubblica Ceca), Robert Fico (Slovacchia) e Rossen Jeliazkov (Bulgaria) – chiedono una revisione del regolamento europeo che vieta la vendita di auto con emissioni di CO2 a partire dal 2035. Il documento, visionato dall’ANSA, invita l’UE a mantenere aperta la possibilità di utilizzare auto ibride plug-in (PHEV) e di riconoscere i biocarburanti come carburanti a emissioni zero.

Appello per la neutralità tecnologica e il ruolo di ibride e biofuel (biocarburante)

La lettera arriva in un momento cruciale, mentre la Commissione europea sta per ultimare la revisione del regolamento 2019/631, che impone il divieto di vendita di veicoli a combustione interna dal 2035. I leader sottolineano che è indispensabile applicare il principio della neutralità tecnologica, evitando scelte dogmatiche che hanno già messo in difficoltà interi settori produttivi senza produrre benefici significativi sulle emissioni globali.

Nel testo si chiede di estendere il riconoscimento anche ai veicoli elettrici con range extender (Erv) e alla tecnologia delle celle a combustibile, oltre a includere i combustibili a zero emissioni, a basse emissioni di carbonio e rinnovabili, tra cui i biocarburanti avanzati. Questi ultimi dovrebbero essere considerati carburanti a emissioni zero già prima del 2035, in linea con il regolamento 2023/851.

I sei leader evidenziano inoltre la necessità di un approccio equilibrato anche per quanto riguarda i veicoli pesanti, suggerendo un adeguamento mirato del regolamento 2019/1242 per consentire ai costruttori di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni senza incorrere in pesanti sanzioni.

Un' auto elettrica in carica
Un’ auto elettrica in carica e plug-in (ibride) | Pixabay @boschettophotography – alanews

Critiche alla proposta UE sulle flotte aziendali e spinte per incentivi

La lettera critica la proposta legislativa europea annunciata nel febbraio 2025 nell’ambito del Clean Industrial Deal che prevede quote obbligatorie di veicoli a emissioni zero nelle flotte aziendali. Secondo i firmatari, tale misura comporterebbe una duplicazione normativa e un aumento della burocrazia, in contrasto con l’obiettivo di semplificazione perseguito dall’UE.

Si propone invece un focus su buone pratiche, incentivi fiscali e programmi di sostegno, mantenendo un approccio tecnologicamente neutro per favorire la transizione verso veicoli a basse emissioni. Limitare le flotte aziendali esclusivamente ai veicoli a emissioni zero rischierebbe di compromettere la competitività delle imprese, specie delle piccole e medie, introducendo nuovi oneri economici e amministrativi.

Il contesto europeo e le aperture della Commissione

Parallelamente, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato l’anticipo della revisione del regolamento sulle emissioni di CO2, con possibile revisione dell’obiettivo 2035, includendo un ruolo per i carburanti a basse emissioni come i biocarburanti avanzati e gli e-fuel. Nella sua lettera ai leader Ue, von der Leyen ha ribadito l’impegno verso la neutralità tecnologica ed efficienza economica, segnando una svolta rispetto a precedenti posizioni più rigide.

Ursula Von der Leyen | alanews.it

L’Italia, attraverso il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, sostiene questa linea anche in sedi internazionali, come la recente COP30 in Brasile. Nel settore dei biocarburanti, l’Italia è riconosciuta come avanzata grazie alle bioraffinerie già operative a Gela, Venezia e in progetto a Livorno, nonché alla riconversione di impianti come quello di Sannazzaro de’ Burgondi.

Gilberto Pichetto Fratin | alanews.it

Dichiarazioni di rappresentanti del settore su biocarburante e auto ibride

Luca Squeri, responsabile energia di Forza Italia, ha sottolineato l’importanza di un percorso graduale e sostenibile, basato su neutralità tecnologica, per non compromettere il tessuto produttivo italiano. Gianni Murano, presidente Unem, ha accolto positivamente l’anticipo della revisione normativa, auspicando che alle parole seguano fatti concreti per valorizzare tutte le tecnologie a basse emissioni.

Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, ha evidenziato come i biocarburanti, il bioGPL e altri carburanti rinnovabili possano dare un contributo significativo alla transizione energetica, sottolineando il ruolo di leadership italiana nei settori dei gas liquefatti.

In conclusione, la missiva firmata da Meloni e dagli altri cinque leader europei rappresenta un appello concreto all’Unione Europea per adottare politiche più flessibili e inclusive nel settore automobilistico, con l’obiettivo di coniugare la lotta ai cambiamenti climatici con la salvaguardia della competitività industriale e occupazionale.

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