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Epidemia nel Regno Unito: allarme scabbia tra gli universitari

Aumento dei casi nel Regno Unito, con focolai nelle scuole e nuove linee guida terapeutiche. Collaborazione tra autorità sanitarie per rafforzare prevenzione e monitoraggio

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Epidemia nel Regno Unito: allarme scabbia tra gli universitari

Epidemia nel Regno Unito: allarme scabbia tra gli universitari

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Un focolaio di scabbia, malattia parassitaria della pelle dall’intenso prurito, ha colpito un istituto scolastico nel Devon, evidenziando un preoccupante aumento dei casi nel Regno Unito. Il South Devon College ha comunicato tramite email ai genitori la presenza di sette casi confermati tra gli studenti, diagnosticati da professionisti sanitari.

La diffusione e i sintomi della scabbia

La scabbia è causata dall’acaro Sarcoptes scabiei, un parassita microscopico che scava cunicoli nello strato epidermico dove depone le uova, provocando una reazione allergica con prurito intenso, in particolare nelle ore notturne. Le lesioni cutanee, spesso lineari o a S, si manifestano tra le dita, ai polsi, gomiti, ascelle, zona genitale e intorno al girovita, e possono estendersi ad altre aree come piedi e glutei. In soggetti immunodepressi o anziani, possono comparire anche su viso e cuoio capelluto. La diagnosi si basa sull’osservazione clinica e, in casi dubbi, sull’analisi al microscopio delle uova o degli acari.

Secondo la UK Health Security Agency (UKHSA), l’infezione si trasmette prevalentemente tramite contatto diretto pelle a pelle, ma anche attraverso indumenti e biancheria contaminati. Il periodo di incubazione varia da 2 a 6 settimane e il prurito può persistere anche dopo la scomparsa degli acari a causa della reazione cutanea residua.

Strategie di prevenzione e trattamento aggiornate

L’ultimo aggiornamento dell’UKHSA di aprile 2025 ha incluso l’ivermectina orale tra le opzioni terapeutiche approvate, raccomandando di iniziare il trattamento senza attendere campagne di massa per ridurre la diffusione e le complicanze. La terapia topica con permetrina al 5% rimane il trattamento di prima scelta, da applicare su tutto il corpo, ripetendo l’applicazione dopo una settimana. È fondamentale trattare simultaneamente tutte le persone conviventi, anche asintomatiche, e disinfettare biancheria e indumenti a temperature superiori a 60°C o sigillarli per almeno tre giorni per eliminare gli acari.

L’Istituto Superiore di Sanità ha recentemente siglato un accordo con l’UKHSA per lo scambio di dati scientifici e sanitari, rafforzando la collaborazione internazionale nella gestione e prevenzione di malattie infettive come la scabbia. Tale partnership potenzia la capacità di monitoraggio e risposta alle epidemie, fondamentale in un contesto di crescente diffusione di questa patologia.

Chi sospetta di avere la scabbia dovrebbe consultare un medico o un farmacista per una diagnosi tempestiva. Nei bambini sotto i due anni è consigliata la visita dermatologica. Il trattamento precoce è cruciale per limitare la trasmissione e ridurre il disagio legato al prurito persistente, che può prolungarsi per settimane anche dopo l’eliminazione degli acari.

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