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Nuove ombre sulla morte di Lady Diana: le rivelazioni di un ex giornalista

Un nuovo libro svela i retroscena della storica intervista a Lady Diana che scosse profondamente Buckingham Palace

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Lady Diana

Lady Diana @Facebook

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

L’ombra di un vecchio scoop torna a proiettarsi sulla monarchia britannica e sulla BBC A quasi trent’anni dalla celebre intervista concessa da Lady Diana al programma Panorama, un nuovo libro riaccende le accuse e ripropone una domanda che sembrava consegnata all’archivio della storia: quanto pesò davvero quella conversazione televisiva sul destino della principessa? A sostenerlo è “Dianarama”, scritto dall’ex giornalista dell’emittente pubblica britannica Andy Webb, che ha deciso di riportare alla luce documenti, testimonianze e retroscena rimasti a lungo sotto traccia.

La genesi dello scoop

Webb ricostruisce l’intero percorso che portò Martin Bashir, allora reporter della BBC, a ottenere quello che sarebbe diventato uno dei momenti più iconici della storia della televisione. Secondo l’autore, le modalità con cui Bashir conquistò la fiducia della principessa furono tutt’altro che lecite: utilizzo di documenti falsi, allusioni a complotti interni, prove manipolate per convincere Lady Diana di essere sorvegliata dai servizi segreti. Una strategia studiata, secondo il libro, per insinuare dubbi profondi e creare un clima di sospetto.

Il risultato fu un’intervista che fece il giro del mondo e che svelò senza filtri la crisi ormai irrimediabile del matrimonio tra Lady Diana e il principe Carlo. In diretta televisiva, la principessa parlò apertamente di tradimenti, infelicità e difficoltà personali, mettendo in discussione persino la capacità dell’allora principe ereditario di diventare un giorno re.

Le conseguenze dell’intervista a Lady Diana

L’impatto fu immediato: oltre 200 milioni di spettatori seguirono quelle parole, che scossero profondamente Buckingham Palace. Pochi mesi dopo, la regina Elisabetta chiese che il divorzio tra Carlo e Diana fosse accelerato, ponendo fine a una crisi iniziata già nel 1992 con la separazione ufficiale della coppia.

Secondo Webb, però, il vero effetto di quella intervista si sarebbe dispiegato negli anni successivi, spingendo la vita di Diana in una direzione sempre più rischiosa. L’autore sostiene che la principessa fu intrappolata in un intreccio di manipolazioni, di cui solo oggi emergerebbe l’intera portata.

Lady Diana è stata ingannata?

Il libro avanza accuse pesantissime: lady Diana sarebbe stata convinta che Carlo avesse una relazione con la baby sitter dei figli, Tiggy Legge-Bourke, e che quest’ultima fosse rimasta incinta per poi abortire. Una versione degli eventi che, secondo Webb, avrebbe influenzato la celebre frase sull’essere “in tre nel matrimonio”, interpretata per decenni come un’allusione a Camilla Parker Bowles.

L’inganno, tuttavia, non si sarebbe fermato lì. Alla principessa sarebbe stato suggerito che la regina fosse prossima all’abdicazione e che Carlo, una volta salito al trono, avrebbe sposato proprio la ex baby sitter. Un dettaglio ancora più inquietante riguarda il figlio maggiore: lady Diana avrebbe creduto che perfino al giovane William fosse stato consegnato un orologio-spia capace di registrare clandestinamente le sue conversazioni.

Tutto ciò, scrive Webb, contribuì ad alimentare una spirale di ansia e isolamento che avrebbe condotto Diana verso scelte sempre più radicali, fino alla relazione con Dodi Al-Fayed e al tragico incidente del 1997 nel tunnel dell’Alma, a Parigi.

L’ombra della BBC

Nel racconto dell’autore, la responsabilità non ricade solo sul giornalista che ottenne lo scoop, ma anche sulla BBC stessa, accusata di aver protetto per anni la propria immagine a scapito della trasparenza. Webb parla di documenti occultati, prove distrutte, omissioni e un’intera catena di comando decisa a minimizzare l’accaduto pur di non compromettere la reputazione dell’emittente pubblica.

Le rivelazioni arrivano in un momento particolarmente delicato per la BBC, già sotto accusa nelle ultime settimane per presunte manipolazioni di un discorso di Donald Trump, che minaccia azioni legali milionarie. E, secondo Webb, la bufera potrebbe non essere finita.

Il principe William vuole la verità

Il libro si conclude con un’ultima rivelazione destinata a far discutere: secondo l’autore, il principe William considererebbe ancora oggi quell’intervista una “ferita aperta” e starebbe muovendosi per fare piena luce sui fatti del 1995. Webb afferma che il futuro re avrebbe incaricato alcune persone di investigare, determinato a risalire alle responsabilità che avrebbero contribuito a segnare in modo indelebile la vita della madre.

Una storia, scrive l’autore, “più torbida e incredibile di qualunque intrigo della corte di Enrico VIII”. E che, a quasi trent’anni di distanza, torna a riaccendere un dibattito mai davvero sopito.

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