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Contratto scuola, firmato il rinnovo: aumenti medi di 150 euro. Ecco a chi spettano

L’accordo interessa oltre un milione di lavoratori tra docenti, ricercatori e personale Ata. Previsti arretrati fino a 2mila euro e nuove trattative già dal 2025

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Dei bambini a scuola seguono una lezione

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Redazione di Redazione

Roma, 5 novembre 2024 – Dopo una lunga fase di negoziazioni, è stato ufficialmente sottoscritto ieri pomeriggio all’Aran il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) 2022-2024 per il comparto scuola e ricerca, che riguarda complessivamente un milione e 286mila dipendenti pubblici, di cui circa 850mila docenti. L’intesa prevede incrementi salariali medi mensili di circa 150 euro per tredici mensilità, con punte di 185 euro per gli insegnanti e di 240 euro per ricercatori e tecnologi, in base all’anzianità di servizio.

Gli aumenti e il pagamento degli arretrati: il contenuto del contratto scuola

Il nuovo contratto rappresenta un significativo passo avanti per il settore, consentendo anche il pagamento degli arretrati, che per i docenti possono arrivare fino a circa 2mila euro. Tale risultato è stato accolto con soddisfazione dalla maggior parte delle sigle sindacali, tra cui Cisl, Uil, Gilda, Anief e Snals, oltre che dai ministri competenti.

L'immagine di un'aula di scuola con banchi e lavagna senza studenti
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Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, e Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione, hanno espresso il loro apprezzamento per l’accordo, definito “storico”. Valditara ha sottolineato come “gli stipendi erano fermi da molti anni, dal 2009 al 2018, sotto diversi governi. Oggi diamo rispetto e dignità a chi lavora per l’istruzione dei nostri giovani”. Il ministro ha inoltre fornito un bilancio degli aumenti complessivi: con i contratti 2019-2021 e 2022-2024, gli incrementi medi sono stati rispettivamente di 123 e 150 euro per i docenti e di 89 e 110 euro per il personale Ata. Quando sarà firmato anche il contratto 2025-2027, si arriverà a incrementi lordi mensili totali di 416 euro per gli insegnanti e 303 per il personale Ata, comprensivi degli arretrati.

La posizione dei sindacati e le prospettive future

Non ha aderito all’intesa la Flc Cgil, che ha contestato gli incrementi salariali, giudicandoli insufficienti a coprire neanche un terzo dell’inflazione del triennio di riferimento e denunciando una “riduzione programmata dei salari del comparto”.

Dall’altra parte, il presidente dell’Aran Antonio Naddeo ha evidenziato come questa settimana segni un momento particolarmente significativo per il pubblico impiego, con la firma dei contratti di Enti Locali e Istruzione e Ricerca, che coprono oltre 1,6 milioni di lavoratori, pari a metà della platea del settore pubblico, per un impegno economico complessivo a regime di 4,1 miliardi di euro.

Le trattative per il rinnovo del contratto 2025-2027 si avvieranno a breve e, secondo quanto anticipato dall’Aran, gli incrementi previsti potrebbero essere mediamente di 135 euro al mese per il personale scolastico, con 142 euro per i docenti e 104 euro per il personale Ata, a partire dal 1° gennaio 2027.

Il ministro Zangrillo, che dal 22 ottobre 2022 guida il dicastero della Pubblica amministrazione, ha contribuito alla conclusione di questo importante accordo, frutto di un lungo negoziato che ha coinvolto il governo e le organizzazioni sindacali.

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