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Sondaggio in Russia: cresce stanchezza e disillusione nei confronti della guerra contro l’Ucraina

Cresce il malcontento tra i cittadini russi per la guerra in Ucraina, mentre il Cremlino rafforza controllo e propaganda. Analisi sociologiche evidenziano rassegnazione diffusa

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Cresce la stanchezza e la disillusione della popolazione della Russia nei confronti della guerra in Ucraina

Cresce la stanchezza e la disillusione della popolazione della Russia nei confronti della guerra in Ucraina | alanews

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Mosca, 1 novembre 2025 – A oltre tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina, la società russa mostra segni crescenti di stanchezza e disillusione nei confronti del conflitto, come rivelano gli ultimi sondaggi di istituti indipendenti. Sebbene la popolazione sia sempre più sfiduciata nei confronti del futuro, la capacità di influenzare le decisioni del Cremlino resta limitata.

Il “tempo della disillusione” tra i russi

Secondo una recente analisi sociologica, la Russia sta attraversando un periodo definito come il “tempo della disillusione”. Oltre la metà degli intervistati ha dichiarato di essere “molto stanca” della guerra in Ucraina, soprattutto per i sacrifici materiali e umani che il conflitto comporta. Questa stanchezza non si traduce però in un aumento della pressione politica interna, poiché il controllo esercitato dal governo di Vladimir Putin rimane saldo e difficilmente contrastabile dalla società civile.

Il presidente Putin, al potere dal 1999 con brevi interruzioni, ha consolidato una leadership autoritaria all’interno della Federazione Russa, Stato transcontinentale con oltre 146 milioni di abitanti e una superficie di circa 17 milioni di km². Mosca, la capitale, è il centro politico di un paese che, nonostante le sanzioni internazionali e la pressione economica, continua a mantenere una forte influenza geopolitica, soprattutto nell’area eurasiatica.

Aggiornamenti sul conflitto russo-ucraino

Il conflitto, iniziato nel 2014 con l’annessione della Crimea e l’instaurazione delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, ha subito un’escalation nel febbraio 2022 con l’invasione militare su vasta scala ordinata da Mosca. La guerra si è trasformata in una lunga e logorante guerra di attrito, con combattimenti intensi soprattutto nell’Ucraina orientale, intorno alla città di Bakhmut.

Nonostante le difficoltà, l’esercito russo, supportato anche da forze mercenarie come il gruppo Wagner, ha mantenuto una presenza significativa nelle regioni di Donetsk e Lugansk, oltre ad aver annesso unilateralmente le oblast’ di Cherson e Zaporižžja dopo referendum contestati a livello internazionale. Queste mosse sono state condannate dalla comunità globale, con l’Unione Europea e gli Stati Uniti che continuano a fornire sostegno militare e umanitario all’Ucraina.

Parallelamente, il Cremlino ha ratificato nel settembre 2025 ulteriori investimenti nella modernizzazione delle forze armate e nella propaganda interna, nel tentativo di mantenere il consenso e giustificare le spese belliche. Tuttavia, i costi sociali si fanno sentire sempre più, con un crescente malcontento espresso dalla popolazione, soprattutto tra le nuove generazioni.

Sociologia e percezione sociale in Russia

Il crescente senso di disillusione riflette una più ampia dinamica sociale analizzata dalla sociologia contemporanea, disciplina che studia in modo sistematico i fenomeni sociali e le relazioni all’interno delle società. In Russia, come in altri contesti di conflitto prolungato, la sociologia evidenzia come la percezione pubblica della guerra sia influenzata da fattori quali la censura mediatica, la propaganda statale e la limitata libertà di espressione.

Gli studi sociologici indicano che, nonostante il pessimismo diffuso, esiste una diffusa rassegnazione dovuta anche alla mancanza di canali efficaci per esercitare pressione politica. Questo fenomeno è stato definito come un blocco sociale, dove la popolazione, pur criticando la situazione, si sente impotente di fronte al potere centrale.

Inoltre, la sociologia moderna sottolinea come il ruolo del sociologo in Russia e altrove sia cruciale per comprendere e interpretare i cambiamenti sociali, offrendo strumenti utili per analizzare la complessità delle società contemporanee in situazioni di crisi. La professione di sociologo, che in Italia conta un numero crescente di laureati e di opportunità lavorative in diversi ambiti, si configura sempre più come una risorsa per monitorare fenomeni di trasformazione sociale e politica.

L’evoluzione del conflitto e il mutare della percezione pubblica in Russia restano dunque temi di grande attualità, con riflessi importanti non solo per la geopolitica, ma anche per la comprensione delle dinamiche interne a una società che si confronta con un presente incerto e un futuro segnato da molte sfide.

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