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L’alert su Android che ha avvisato il Venezuela prima del terremoto: come funziona

La testimonianza di una collaboratrice dell'ambasciata italiana racconta di un avviso ricevuto circa 30 secondi prima delle scosse. Ecco come funziona il sistema sviluppato da Google e perché può offrire secondi preziosi durante un sisma

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Androide protegge da terremoto, persone ricevono allerta su smartphone

X@OpIndia_com

Martina Beretta di Martina Beretta

Mi chiamo Martina Beretta e sono una content editor e autrice digitale. Da anni lavoro nel mondo dei podcast e dei contenuti digitali, occupandomi di storytelling, approfondimenti editoriali e narrazione social. Ho collaborato alla crescita del progetto Passa dal BSMT, seguendo la scrittura e lo sviluppo di contenuti tra attualità, cultura e intrattenimento. Oggi collaboro anche con Ala News, dove unisco linguaggio giornalistico e sensibilità digitale.

Circa trenta secondi prima che il violento terremoto colpisse il Venezuela, sullo smartphone di Patricia Aloy, collaboratrice dell’ambasciata italiana a Caracas, è comparsa una notifica: un’allerta sismica di Android che invitava a prepararsi all’arrivo delle scosse. La donna ha raccontato all’ANSA di essere riuscita a uscire dall’abitazione pochi istanti prima che la terra iniziasse a tremare.

La sua è una delle testimonianze che hanno riportato l’attenzione sul sistema alert per il terremoto sviluppato da Google e integrato negli smartphone Android. Non si tratta di una tecnologia in grado di prevedere i terremoti, ma di un sistema capace di rilevarli nei loro primi istanti e di avvisare le persone che si trovano nelle aree che devono ancora essere raggiunte dalle onde più distruttive.

Il caso del Venezuela ha attirato l’attenzione internazionale anche perché il Paese non dispone di un sistema nazionale di allerta sismica paragonabile a quelli in uso in Giappone, Messico o in alcune aree degli Stati Uniti. In questo contesto, il sistema sviluppato da Google ha rappresentato uno strumento aggiuntivo in grado di raggiungere rapidamente milioni di persone attraverso un dispositivo già presente nelle loro tasche.

Come funziona Android Earthquake Alerts

Il sistema, chiamato Android Earthquake Alerts, è stato sviluppato da Google insieme a ricercatori delle università di Berkeley e Harvard. Il suo funzionamento è stato descritto nel 2025 sulla rivista scientifica Science nello studio Global earthquake detection and warning using Android phones.

La tecnologia sfrutta gli accelerometri presenti negli smartphone Android, gli stessi sensori utilizzati per rilevare il movimento del dispositivo o ruotare automaticamente lo schermo.

Quando migliaia di telefoni nella stessa area registrano contemporaneamente vibrazioni compatibili con un terremoto, inviano in forma anonima i dati ai server di Google. Gli algoritmi analizzano le informazioni in tempo reale, verificano che si tratti effettivamente di un evento sismico, ne stimano posizione e magnitudo e, se necessario, inviano un’allerta agli utenti che si trovano nelle zone dove le scosse più forti non sono ancora arrivate.

Per evitare falsi allarmi, non basta la segnalazione di un singolo smartphone. Il sistema confronta infatti le informazioni provenienti da migliaia di dispositivi, distinguendo un vero terremoto da altre vibrazioni causate, ad esempio, dal traffico o da lavori in corso.

Le onde P permettono di guadagnare tempo

Android Earthquake Alerts non è in grado di prevedere un terremoto prima che inizi. Ciò che fa è rilevare le onde P, le prime onde sismiche generate dal sisma, che viaggiano a una velocità compresa tra circa 7 e 13 chilometri al secondo e provocano generalmente danni limitati.

Sono anche le onde responsabili del caratteristico boato che molte persone raccontano di aver sentito nei primi istanti di un terremoto. Le onde più distruttive arrivano invece dopo: sono le onde S e, successivamente, le onde superficiali, responsabili della maggior parte dei crolli e dei danni agli edifici.

Proprio la differenza di velocità tra queste onde permette al sistema di inviare una notifica con alcuni secondi di anticipo. Il tempo di preavviso varia in base alla distanza dall’epicentro: chi si trova molto vicino potrebbe ricevere l’allerta solo pochi istanti prima della scossa o non riceverla affatto, mentre chi è più lontano può avere a disposizione diversi secondi per mettersi al riparo.

Perché quei pochi secondi sono importanti

Anche un anticipo limitato può fare la differenza. Le notifiche consentono, ad esempio, di allontanarsi da finestre e oggetti instabili, ripararsi sotto un tavolo robusto, fermare un veicolo in sicurezza o interrompere attività pericolose.

Secondo le testimonianze raccolte dopo il terremoto in Venezuela, alcune persone sono riuscite a lasciare gli edifici o a mettersi al sicuro dopo aver ricevuto l’avviso sui propri smartphone. Al momento, però, non esistono dati ufficiali che consentano di stabilire quante vite siano state effettivamente salvate grazie al sistema di allerta.

Perché non tutti ricevono l’allerta

L’efficacia del sistema dipende da diversi fattori. Chi si trova molto vicino all’epicentro potrebbe non ricevere alcun preavviso, perché le onde più distruttive arrivano quasi contemporaneamente alla rilevazione del terremoto. Al contrario, chi è più distante può disporre di alcuni secondi o, in alcuni casi, di alcune decine di secondi per reagire.

Anche la presenza di un elevato numero di smartphone Android nella stessa area contribuisce a rendere il sistema più preciso. Inoltre, l’allerta deve essere attivata nelle impostazioni del dispositivo e viene inviata solo per terremoti di una certa intensità, generalmente con magnitudo pari o superiore a 4,5.

Un sistema sempre più diffuso

Android Earthquake Alerts è oggi disponibile in 98 Paesi e continua a essere migliorato. Google sottolinea tuttavia che il sistema non sostituisce le reti sismiche professionali, gli edifici costruiti secondo criteri antisismici o i piani di emergenza predisposti dalle autorità.

Rappresenta piuttosto uno strumento aggiuntivo che sfrutta miliardi di smartphone già presenti nel mondo per offrire un prezioso margine di tempo prima dell’arrivo delle scosse più forti.

Il terremoto che ha colpito il Venezuela ha riportato sotto i riflettori una tecnologia ancora poco conosciuta dal grande pubblico. Pur non essendo in grado di prevedere un sisma, Android Earthquake Alerts dimostra come gli smartphone possano trasformarsi in una rete di rilevamento distribuita su scala globale, offrendo un margine di tempo che, in determinate circostanze, può aiutare le persone a mettersi al riparo prima dell’arrivo delle scosse più forti. Per questo Google continua a perfezionare il sistema, che oggi rappresenta una delle più grandi reti di rilevamento sismico mai realizzate attraverso dispositivi di uso quotidiano.

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