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Divieto dell’educazione sessuo-affettiva alle medie, approvato emendamento Lega in Parlamento

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L'immagine di un'aula di scuola con banchi e lavagna senza studenti

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Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Roma, 16 ottobre 2025 – L’approvazione di un emendamento promosso dalla Lega di Matteo Salvini ha esteso il divieto di attività didattiche e progettuali riguardanti l’educazione sessuo-affettiva anche alle scuole secondarie di primo grado, comunemente note come scuole medie. La misura, che si inserisce nell’ambito del disegno di legge attualmente in discussione in Parlamento, prevede inoltre che nelle scuole secondarie di secondo grado, ovvero le scuole superiori, ogni attività su temi legati alla sessualità sia subordinata al consenso esplicito dei genitori.

Le novità dell’emendamento sull’educazione sessuo-affettiva e il contesto normativo

Il provvedimento, fortemente voluto dalla coalizione di centrodestra e in particolare dalla Lega, conferma una linea politica conservatrice in materia di educazione sessuale nelle scuole italiane. L’estensione del divieto alle scuole medie rappresenta un ampliamento significativo rispetto alle precedenti limitazioni, che riguardavano solo la scuola superiore. Secondo quanto previsto dall’emendamento, non sarà più possibile organizzare nei cicli inferiori percorsi formativi che affrontino temi come l’identità di genere, l’orientamento sessuale o la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili senza un’esplicita autorizzazione da parte delle famiglie.

Per quanto riguarda le scuole superiori, il testo impone che ogni attività educativa su argomenti sessuali richieda un consenso preventivo firmato da uno o entrambi i genitori, introducendo così un filtro che potrebbe limitare la partecipazione degli studenti a progetti di educazione sessuale promossi dagli istituti.

Dei bambini a scuola
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Le reazioni del panorama politico e sociale

L’emendamento ha suscitato forti critiche da parte delle opposizioni, che lo definiscono un passo indietro rispetto ai diritti dei giovani e alla loro formazione integrale. Partiti come il Partito Democratico hanno sottolineato come l’educazione sessuale rappresenti uno strumento fondamentale per la prevenzione di discriminazioni, abusi e malattie, e come la limitazione di tali programmi possa esporre i ragazzi a rischi maggiori.

Diversi esperti di pedagogia e psicologia dell’età evolutiva hanno espresso preoccupazione per la mancata informazione degli studenti in un momento cruciale della loro crescita, soprattutto considerando che la scuola media è il periodo in cui molti ragazzi iniziano a sviluppare consapevolezza della propria sessualità e identità affettiva.

Dall’altra parte, la Lega – guidata da Matteo Salvini, che continua a consolidare la propria leadership con un approccio conservatore e sovranista – ha motivato la scelta affermando la necessità di tutelare le famiglie e il diritto dei genitori a decidere sull’educazione dei propri figli. La posizione del partito si inserisce in un più ampio disegno politico volto a riaffermare valori tradizionali e a limitare quelle che definisce “ideologie gender” nelle scuole.

Il percorso parlamentare e le prospettive future

Il testo del disegno di legge contenente l’emendamento approvato dovrà ora affrontare il passaggio parlamentare, dove si prevede un acceso dibattito. Data la delicatezza dei temi e l’impatto diretto sulle politiche scolastiche, è probabile che le forze di opposizione tenteranno di promuovere modifiche o di bloccare l’approvazione finale.

Parallelamente, la questione dell’educazione sessuo-affettiva in Italia continua a essere oggetto di confronto non solo politico, ma anche sociale e culturale, con associazioni di genitori, educatori e attivisti che chiedono una maggiore attenzione alle esigenze formative dei giovani in un’ottica di inclusione e prevenzione.

Il disegno di legge si inserisce in un quadro normativo ancora frammentato e spesso influenzato da spinte politiche contrastanti, che riflettono le divisioni della società italiana su temi legati a diritti civili, ruolo della famiglia e libertà educativa. L’evoluzione di questa normativa sarà dunque un indicatore importante delle future direttrici politiche in materia di scuola e diritti giovanili.

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