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Pentagono: “Raddoppiare la produzione di missili per possibile guerra con la Cina”

La strategia USA mira a rafforzare deterrenza e prontezza militare, mentre cresce la competizione tecnologica e spaziale con Pechino, alimentando tensioni globali

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Pentagono

Pentagono | Shutterstock

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Washington, 29 settembre 2025 – Il Pentagono sta accelerando un piano strategico per raddoppiare la produzione di missili, in vista di una possibile escalation militare con la Cina, una delle principali potenze rivali degli Stati Uniti. Questa decisione si inserisce in un contesto di crescente tensione geopolitica e competizione tecnologica tra le due superpotenze, che coinvolge non solo il terreno terrestre e marittimo, ma anche il dominio spaziale.

L’espansione della produzione missilistica: motivazioni e obiettivi

L’aumento della produzione di missili è parte integrante della risposta americana alle crescenti capacità militari cinesi, in particolare nel settore dei sistemi d’arma a lunga gittata e delle tecnologie avanzate per la guerra ibrida. Il Pentagono intende rafforzare la prontezza bellica e la deterrenza, migliorando la rapidità di risposta in uno scenario di conflitto armato.

La Cina ha compiuto progressi significativi nella modernizzazione delle sue forze armate, sviluppando sistemi di puntamento avanzati e armi anti-spaziali, che rappresentano una minaccia diretta alle infrastrutture militari e civili statunitensi. Questi sviluppi includono tecnologie che integrano la sorveglianza, il combattimento nello spazio e l’interazione tra forze convenzionali e spaziali, accelerando così quella che viene definita la “catena di uccisione” nella guerra moderna.

Pentagono: “Raddoppiare la produzione di missili per prepararsi a tensioni con la Cina”

La corsa allo spazio: un nuovo teatro di scontro

Parallelamente all’espansione della produzione di missili, gli Stati Uniti stanno trasformando il loro Comando Spaziale in una vera e propria forza da combattimento, dotata di capacità offensive e collaborazioni strategiche con alleati internazionali. Tra le innovazioni sperimentate vi sono tecnologie di Rendezvous and Proximity Operations (RPO), armi orbitali e sistemi basati sull’intelligenza artificiale, che consentono una sorveglianza e un intervento più efficaci nello spazio.

Questa competizione nello spazio, definita da molti esperti come la nuova frontiera della guerra, è alimentata dagli investimenti cinesi nel settore ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) e nelle capacità anti-satellite, che fanno parte di un ampio piano di integrazione delle forze convenzionali con quelle spaziali, aumentando così i rischi per le infrastrutture civili e militari orbitanti.

Implicazioni geopolitiche e rischi per la sicurezza globale

L’accelerazione nella produzione di missili e il potenziamento delle capacità spaziali militari da parte degli Stati Uniti riflettono un clima di crescente sfiducia reciproca con Pechino, che si traduce in un’espansione degli arsenali e in esercitazioni sempre più complesse. La competizione rischia di generare incidenti involontari e crisi diplomatiche, soprattutto in aree sensibili come il Mar Cinese Meridionale e lo stretto di Taiwan, dove le tensioni restano elevate.

Inoltre, l’aumento delle attività militari nello spazio solleva preoccupazioni circa la proliferazione di detriti orbitali, che potrebbero compromettere le operazioni civili e scientifiche, aggravando la sicurezza globale. In questo scenario, la collaborazione internazionale per regolare e contenere la corsa agli armamenti spaziali appare sempre più urgente.

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