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Spreco alimentare, Segrè: “In Italia si migliora ma la strada è lunga”

Dal tonno scaduto alla dicitura 'consumare preferibilmente entro', ecco tutta la lista dei falsi miti secondo Andrea Segrè, professore universitario di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile

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Andrea Segré contro lo spreco alimentare

Andrea Segré contro lo spreco alimentare | ANSA/DANIELE MASCOLO

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Bologna, 23 settembre 2025 – Nel giorno della Giornata mondiale della prevenzione degli sprechi alimentari, il professor Andrea Segrè, docente di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile presso l’Università di Bologna, torna a sottolineare l’urgenza e le sfide che il nostro Paese affronta nel contrastare il fenomeno dello spreco di cibo. Fondatore di Last Minute Market e ideatore della campagna nazionale Spreco Zero, Segrè continua a essere una voce autorevole e innovativa nel campo della sostenibilità alimentare, con un impegno che si estende anche alle politiche urbane come consigliere speciale del sindaco di Bologna per le politiche alimentari.

Spreco alimentare in Italia: dati e consapevolezza

Secondo i dati aggiornati dell’Osservatorio Waste Watcher International, diretto dallo stesso Segrè, in Italia nel corso dell’ultimo anno sono stati gettati via in media 28,9 chilogrammi di cibo a testa, equivalenti a circa 1,7 milioni di tonnellate e a un danno economico stimato in 7,46 miliardi di euro. Sebbene si registri un calo del 10% rispetto all’anno precedente, il professore spiega che tale diminuzione non è frutto di una maggiore consapevolezza, bensì della pressione esercitata dall’attuale crisi economica che ha costretto molte famiglie a un maggior controllo della spesa. Tuttavia, l’obiettivo di dimezzamento degli sprechi fissato dall’Agenda ONU 2030 resta lontano.

L’Europa ha recentemente rivisto i propri target, fissando una riduzione del 30% degli sprechi nei consumi domestici, nella distribuzione e nella ristorazione, e un 10% per il settore industriale, escludendo però il comparto agricolo da questi obiettivi. Segrè accoglie con favore l’introduzione di una direttiva europea obbligatoria in materia, anche se meno ambiziosa rispetto ai suoi appelli iniziali, e rilancia l’importanza degli strumenti digitali per il monitoraggio: l’applicazione Sprecometro, ideata dal suo team, consente ai cittadini di quantificare lo spreco domestico in termini economici e ambientali.

Consigli pratici e mito delle date di scadenza

L’esperienza personale del professore si riflette nei suoi consigli per una spesa più attenta e responsabile: “Faccio sempre la lista e non cedo alle offerte impulsive“, afferma Segrè, che sottolinea come la gestione delle date di scadenza sia spesso fraintesa. La dicitura ‘da consumarsi preferibilmente entro‘ su alimenti secchi serve più a facilitare il ricambio delle merci sugli scaffali che a garantire la sicurezza del prodotto. A tal proposito, racconta di aver aperto un barattolo di tonno cinque anni oltre la data indicata, trovandolo ancora perfettamente conservato. Per quanto riguarda gli yogurt, invece, la sua esperienza suggerisce un approccio sensoriale: osservare, annusare e assaggiare prima di gettare.

Questi aspetti testimoniano la necessità di una maggiore alfabetizzazione alimentare e di un cambiamento culturale che riconosca il valore del cibo e riduca lo spreco superfluo. L’ossessione antispreco di Segrè affonda le radici nella sua infanzia e nelle lezioni di sobrietà impartite dalla nonna, ma si è concretizzata nel 1998 con la creazione di Last Minute Market, progetto che ha rivoluzionato il recupero delle eccedenze alimentari, indirizzandole verso mense solidali e comunità bisognose.

Innovazioni antispreco: dalla ricerca accademica ai prodotti per la riduzione degli sprechi

Parallelamente all’attività di sensibilizzazione, il tema della riduzione degli sprechi si estende anche ad altri ambiti, come quello dell’alimentazione animale. Recentemente sono state sviluppate innovative mangiatoie antispreco per uccelli e pappagalli, progettate per ridurre la dispersione di semi e mangime, evitando che gli animali selezionino e scartino parte del cibo. Questo tipo di soluzioni si affiancano alle reti antispreco per cavalli, disponibili in diversi modelli e misure, realizzate con materiali resistenti che permettono un’alimentazione più lenta e controllata, riducendo gli sprechi di fieno e migliorando il benessere degli animali.

Questi prodotti rappresentano una concreta applicazione del principio di economia circolare promosso da Segrè, che sottolinea come un approccio integrato e multidisciplinare sia fondamentale per affrontare l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo finale.

Andrea Segrè continua a essere un punto di riferimento nel panorama italiano ed europeo della sostenibilità alimentare, con un’attività che spazia dalla ricerca scientifica alla politica, passando per l’educazione e l’innovazione sociale e tecnologica. Nel 2025 ha dato avvio alla Spreco Zero Challenge 2030, un’iniziativa rivolta a cittadini, imprese e istituzioni per raggiungere entro cinque anni gli obiettivi fissati dall’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile, riaffermando così l’importanza di un impegno collettivo e consapevole contro lo spreco alimentare.

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