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Chi è E. Jean Carroll, la giornalista per cui Trump è stato condannato per diffamazione

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E. Jean Carroll

E. Jean Carroll | Shutterstock

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Negli ultimi mesi, la vicenda legale che ha visto protagonista il presidente statunitense Donald Trump e la giornalista E. Jean Carroll ha catturato l’attenzione internazionale, segnando un precedente storico nel panorama giudiziario americano. Il caso riguarda accuse di aggressione sessuale e diffamazione che hanno portato a una condanna senza precedenti per un presidente americano.

Chi è E. Jean Carroll: carriera e vita privata

Elizabeth Jean Carroll, nata il 12 dicembre 1943 a Detroit, è una figura di spicco nel giornalismo americano. Conosciuta principalmente per la sua lunga rubrica di consigli sentimentali “Ask E. Jean” pubblicata su Elle dal 1993 al 2019, Carroll ha consolidato una carriera di scrittrice, opinionista e autrice di diversi libri. La sua attività giornalistica si è sempre distinta per un approccio diretto e personale, che le ha garantito una notevole popolarità tra i lettori.

La sua vita privata è rimasta finora lontana dai riflettori, ma la sua testimonianza nel processo contro Trump ha messo in luce il coraggio di una donna che ha deciso di rompere il silenzio su un episodio traumatico. Nel 2019, nel suo libro autobiografico What Do We Need Men For?: A Modest Proposal, Carroll ha rivelato per la prima volta l’accusa di aggressione sessuale subita da Donald Trump nella primavera del 1996, un episodio che ha descritto con dettagli drammatici e che ha poi portato avanti in sede legale.

Il processo Trump-Carroll: dalle accuse alla condanna

Le accuse di E. Jean Carroll contro Donald Trump riguardano un’aggressione sessuale avvenuta in un camerino del negozio di lusso Bergdorf Goodman a New York nel 1996. Carroll ha raccontato di essere stata spinta con forza contro il muro e costretta a un rapporto sessuale non consensuale, un episodio che ha tenuto nascosto per anni per paura delle conseguenze e del danno alla sua reputazione.

Nel 2019, dopo aver reso pubblica la sua vicenda, Trump ha negato categoricamente ogni addebito, attaccando Carroll sui social e definendo il racconto una “truffa”. Successivamente, Carroll ha intentato una causa civile per diffamazione contro il presidente, contestando le dichiarazioni pubbliche di Trump che avevano danneggiato la sua immagine.

Il tribunale di Manhattan ha emesso un verdetto storico: nel maggio 2023 una giuria ha ritenuto Trump responsabile di abusi sessuali e diffamazione, condannandolo a pagare 5 milioni di dollari di risarcimento. Successivamente, il 26 gennaio 2024, un altro verdetto ha stabilito che Trump doveva versare ulteriori 83,3 milioni di dollari per diffamazione in seguito a dichiarazioni successive al primo giudizio. Per contestare questa sentenza, Trump ha versato una cauzione di 91,6 milioni di dollari, bloccando temporaneamente il pagamento in attesa del processo d’appello.

Durante il processo, la testimonianza di Carroll è stata supportata da altre due donne che hanno riportato esperienze di molestie da parte di Trump, oltre alla famosa registrazione del 2005 in cui il presidente americano si vantava di comportamenti sessuali aggressivi verso le donne, utilizzata come elemento di prova cruciale nel dibattimento.

Le conseguenze legali e politiche per Donald Trump

Questa condanna rappresenta un momento senza precedenti nella storia degli Stati Uniti: Donald Trump è il primo presidente a essere giudicato colpevole di abusi sessuali in un procedimento civile. Le implicazioni legali di questo verdetto sono complesse e di lunga durata, dato che Trump ha presentato ricorso e il processo d’appello potrebbe protrarsi per anni.

Oltre al risarcimento di milioni di dollari, Trump affronta un clima giudiziario difficile anche per altre cause che lo vedono coinvolto, tra cui un’altra condanna per frode finanziaria con un risarcimento che supera i 450 milioni di dollari. Successivamente un tribunale di New York ha annullato la maxi sanzione per il tycoon.

Il caso Carroll-Trump è diventato simbolo delle sfide poste dal movimento #MeToo, evidenziando la difficoltà di affrontare pubblicamente casi di abuso sessuale contro uomini potenti. La vicenda ha inoltre aperto un dibattito su come la giustizia americana gestisce le accuse di violenza e diffamazione quando coinvolgono figure di alto profilo.

Donald Trump dovrà dunque affrontare non solo la battaglia legale in corso, ma anche le ripercussioni a livello personale, politico e finanziario derivanti da questa condanna, che segna una pagina nuova e controversa nella sua lunga carriera pubblica e politica.

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