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Spazio, scoperto il più intenso ed enigmatico lampo radio di sempre: di cosa si tratta?

Il lampo radio, rilevato dal radiotelescopio CHIME nella costellazione dell’Orsa Maggiore, apre nuove prospettive sulla natura di questi fenomeni

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Scoperto il più intenso ed enigmatico lampo radio

Scoperto il più intenso ed enigmatico lampo radio | Pixabay @Jasonfang - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

È stato individuato il lampo radio veloce (Fast Radio Burst, FRB) più intenso e vicino mai osservato, un fenomeno celeste ancora avvolto nel mistero, ma che sta progressivamente rivelando i propri segreti grazie a osservazioni sempre più precise. La scoperta è frutto del lavoro della collaborazione internazionale CHIME (Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment) e pubblicata recentemente su Astrophysical Journal Letters.

La scoperta e la localizzazione del lampo radio

Il FRB più potente mai registrato è stato captato il 16 marzo 2025 dagli strumenti di CHIME. Grazie alla rete di antenne, i ricercatori sono riusciti a localizzare la sua origine a circa 130 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione dell’Orsa Maggiore, precisamente ai margini della galassia a spirale NGC4141. Questo evento si distingue non solo per la sua intensità ma anche per la relativa vicinanza cosmica, che consente di osservarlo con maggior dettaglio rispetto ad altri fenomeni simili.

Nonostante la natura di questi lampi radio rimanga ancora in gran parte sconosciuta, l’ipotesi più accreditata collega la loro origine all’attività di magnetar, stelle di neutroni giovani con campi magnetici straordinariamente potenti. Queste stelle sono capaci di generare brillamenti ad alta energia in tutto lo spettro elettromagnetico, inclusa la banda radio. Come sottolinea Kiyoshi Masui dell’Istituto Kavli, coautore dello studio, “la localizzazione precisa di questa esplosione ci permette di avere nuovi dettagli” per comprendere meglio questi fenomeni enigmatici.

L’importanza delle osservazioni future

Dalla scoperta del primo FRB, gli astronomi ne hanno registrati oltre 4.000, ma solo in pochi casi è stata osservata una ripetizione del segnale. Le ricerche sono ora concentrate non solo sull’origine di questi lampi, ma anche sulla possibilità che essi siano fenomeni periodici, un aspetto ancora poco chiaro a causa della scarsità di dati.

L’avanzamento di osservatori come CHIME aumenta la speranza di localizzare centinaia di FRB ogni anno, offrendo dati più completi per decifrare la natura e il meccanismo di questi impulsi radio ultra-brillanti. Questi progressi rappresentano un passo significativo verso la comprensione di uno dei fenomeni più enigmatici dell’universo.

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