alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
No Result
View All Result

Gel e smalti semipermanenti, stop a due sostanze tossiche dal 1° settembre

Il nuovo regolamento comunitario riguarda il Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (Tpo) e la Dimethyltolylamine (Dmpt)

Facebook YouTube X (Twitter) Instagram WhatsApp TikTok
Aggiungi Alanews su Google
Segui le notizie di alanews: aggiungici come fonte preferita su Google.
Dello smalto applicato sulle unghie

Dello smalto applicato sulle unghie | Shutterstock @H_Ko - Alanews.it

Redazione di Redazione

Dal primo settembre 2025 il settore della nail art dovrà affrontare un cambio di rotta significativo: due ingredienti chimici finora comuni nei gel e negli smalti che si induriscono sotto lampada UV saranno vietati in tutta l’Unione europea.

Le sostanze vietate negli smalti

Il nuovo regolamento comunitario riguarda il Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (Tpo), utilizzato come fotoiniziatore per la polimerizzazione, e la Dimethyltolylamine (Dmpt), impiegata per migliorare l’adesione dei prodotti. Entrambe sono state inserite nella categoria “Repr. Cat 1B”, che comprende i composti sospettati di essere dannosi per la riproduzione umana. Come ha spiegato una portavoce della Commissione europea, la classificazione si basa su studi sugli animali e, non essendo state previste deroghe, i due ingredienti sono finiti direttamente nella lista nera degli ingredienti vietati nei cosmetici.

Un’opportunità per la ricerca cosmetica

Per gli esperti, il divieto non deve essere letto solo come un freno, ma anche come stimolo all’innovazione. “Viviamo immersi in un ambiente saturo di radiazioni e sostanze chimiche, e quando si individuano potenziali rischi è giusto eliminarli”, spiega Carla Scesa, docente di cosmetologia. Secondo la studiosa, questa decisione può rappresentare una spinta per le aziende a sviluppare formule più sicure, trasformando una restrizione normativa in occasione di progresso per il settore beauty.

Cosa cambia per gli smalti dal 1° settembre

A partire dalla data fissata, i cosmetici che contengono Tpo o Dmpt non potranno più essere né commercializzati né utilizzati. Ogni Stato membro definirà le proprie sanzioni, che dovranno comunque risultare efficaci e proporzionate. In Italia, le aziende produttrici erano state già avvisate tramite due circolari di Cosmetica Italia, la prima a gennaio 2024 e la seconda a maggio 2025. I prodotti ancora presenti sugli scaffali dopo l’entrata in vigore del divieto dovranno essere ritirati e sostituiti con nuove versioni “Tpo free”.

Il ruolo dei centri estetici

La normativa non si limita alle aziende produttrici: riguarda anche i professionisti del settore. I centri estetici e i nail bar non potranno continuare a usare i gel già acquistati, perché la legge coinvolge direttamente gli utilizzatori finali. Gli operatori dovranno quindi controllare la composizione dei cosmetici in magazzino e chiarire con i fornitori le modalità di ritiro o smaltimento. Non è ancora definito se la restituzione sia obbligatoria o se lo smaltimento resti a carico del centro, ma è certo che con settembre si chiuderà definitivamente l’era dei semipermanenti contenenti Tpo.

Le conseguenze per chi non rispetta il divieto

Secondo Roberto Papa, segretario nazionale di Confestetica, le estetiste che dovessero continuare a usare prodotti vietati rischiano multe, sequestri e perfino la confisca delle scorte. Papa mette in guardia anche da possibili svendite “sospette” di vecchi lotti, venduti a basso prezzo poco prima dell’entrata in vigore del divieto. In questi casi il rischio è di acquistare cosmetici inutilizzabili. Il compito dello smaltimento, precisa, spetta al fornitore, che deve sostituire le scorte con prodotti conformi, pur correndo a sua volta il pericolo di forti perdite economiche se le quantità da ritirare sono elevate.

La complessità della normativa italiana

Il settore nails in Italia è regolato da una cornice giuridica articolata, che varia anche a seconda delle regioni. La differenza principale riguarda le competenze tra estetisti e onicotecniche: i primi possono applicare smalti e decorazioni, ma non ricostruire o allungare le unghie naturali; le seconde, invece, si occupano proprio di ricostruzioni e utilizzo del gel. Non esistono limiti di legge precisi per l’età minima, ma la prassi diffusa è quella di non eseguire trattamenti complessi sotto i 16 anni. In ogni caso, i prodotti devono essere registrati sul portale europeo Cpnp, riportare in etichetta ingredienti e produttore, ed essere privi di sostanze vietate come il Tpo.

La tutela dei consumatori

Anche le associazioni dei consumatori invitano alla prudenza. Per Federconsumatori il divieto è una misura indispensabile di protezione della salute, che dovrà essere rispettata sia dalle aziende sia dai saloni. Giovanna Capuzzo, vicepresidente dell’associazione, raccomanda di chiedere sempre all’operatore di mostrare i prodotti utilizzati e di controllare le etichette, anche in caso di uso domestico. Nomi come Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide o Diphenyl(2,4,6-trimethylbenzoyl)phosphine oxide indicheranno che lo smalto non è più a norma.

Una fase di transizione delicata

Le aziende del settore stanno già aggiornando le proprie formule, ma questo periodo di passaggio potrebbe vedere circolare ancora lotti non conformi. Per questo motivo, chi dovesse imbattersi in prodotti sospetti è invitato a rivolgersi alle autorità competenti, come vigili o carabinieri. Solo così, sottolineano le associazioni, sarà possibile garantire che il nuovo regolamento europeo si traduca in una reale tutela della salute delle consumatrici e in una maggiore trasparenza per un settore in continua evoluzione.

Articoli correlati

elenco di 4 articoli
  • articolo 1 di 4
    IEO, un intervento mai tentato prima salva un paziente considerato incurabile
  • articolo 2 di 4
    Ebola, oltre 200 morti in Congo: l’epidemia accelera e preoccupa l’Africa centrale
  • articolo 3 di 4
    Oms: “Mondo in bilico e più vulnerabile alle pandemie”
  • articolo 4 di 4
    Farmaci per diabete e obesità, l’Aifa: “Non sono scorciatoie per dimagrire”
fine elenco

Articoli recenti

  • Garlasco, consulente Sempio: “Chiara Poggi è sopravvissuta per pochi minuti dopo l’aggressione”
  • Addio a Giuseppe Gargani, volto storico della Dc e delle istituzioni
  • Board of Peace di Trump, il fondo Gaza è fermo: “Nemmeno un dollaro”
  • Morte sul lavoro nel Siracusano: operaio di 35 anni schiacciato da un pallet
  • Ebola, medico italiano rientra dal Congo: quarantena allo Spallanzani

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Codice etico
  • Termini e condizioni
  • Avviso normativo UE/SEE
  • Informativa sulla privacy
  • Privacy e Cookie
  • Preferenze sui cookie
  • Dichiarazione di accessibilità
  • Mappa del sito
  • Lavora con noi

Contatti

  • Contattaci
  • Assistenza account utente
  • Pubblicità
  • Rimani connesso
  • Newsletter
  • Trova il canale
  • Palinsesto TV
  • Podcast
  • Segnala una notizia
  • Contenuti sponsorizzati

I nostri canali

  • NewzGen
  • AlaTV
  • SaluteWeb
  • OkViaggi
  • VinaMundi
  • CryptoHack

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions – Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming