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Ue pronta a reagire ai dazi Usa, Foti: “Sempre tempo per il bazooka”

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Bruxelles valuta contromisure all’inasprimento dei dazi imposti dagli USA da Trump; von der Leyen non esclude l’uso dell’Anti-Coercion Instrument contro le pratiche aggressive.

Pasquale Luigi Pellicone di Pasquale Luigi Pellicone

Luigi Pellicone, classe 1979, romano di adozione, romanista per vocazione. Laureato in Lettere Moderne, un breve passato da insegnante poi giornalista dal 2007. Sei anni in Alanews, appassionato di sport e politica amo seguire le vicende sul campo senza soluzione di continuità

Bruxelles, 16 luglio 2025 – L’Unione Europea si prepara con determinazione a rispondere ai dazi del 30% imposti dagli Stati Uniti, una misura annunciata dal presidente americano Donald Trump che rischia di inasprire ulteriormente le tensioni commerciali transatlantiche. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha confermato che Bruxelles mantiene ancora aperta la via diplomatica, ma nel contempo sta predisponendo contromisure significative, tra cui l’attivazione dell’Anti-Coercion Instrument (ACI), noto anche come il “bazooka” commerciale dell’UE.

La strategia europea di risposta ai dazi statunitensi

L’Anti-Coercion Instrument, previsto da un quadro normativo comunitario varato nel 2020 dalla prima Commissione guidata da von der Leyen, rappresenta uno strumento di dissuasione per rispondere a pratiche commerciali aggressive da parte di paesi terzi. La presidente ha sottolineato come l’Europa abbia sempre riconosciuto la competenza comunitaria in materia e che le trattative sono ancora in corso con la massima trasparenza e fermezza.

Il Ministro per gli affari europei italiano, interrogato sulla possibilità di ricorrere a questo “bazooka”, ha dichiarato: “C’è sempre tempo per usarlo“, indicando così che la strada diplomatica non è stata abbandonata, ma che si resta pronti a ogni evenienza. La scadenza del 1 agosto si avvicina rapidamente e, con essa, cresce la pressione per una soluzione definitiva.

Le implicazioni politiche e commerciali del confronto tra UE e USA

Il nuovo mandato di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, iniziato il 20 gennaio 2025, conferma un orientamento protezionistico e nazionalista in politica estera e commerciale. Le misure tariffarie del 30% rappresentano un ulteriore passo in questa direzione, ponendo l’Europa di fronte a una sfida che coinvolge non solo l’economia, ma anche la sovranità strategica e la capacità di difesa commerciale dell’Unione.

Ursula von der Leyen, riconfermata nel luglio 2024 alla guida della Commissione, continua a guidare una politica europea che punta a difendere l’interesse comunitario attraverso un mix di negoziati strategici e strumenti di pressione calibrati. La sua esperienza pluriennale in ambito politico, che l’ha vista protagonista anche come ministra della difesa in Germania e come artefice di politiche innovative nel campo della transizione energetica e della sovranità tecnologica, è un elemento chiave nel definire la reattività dell’UE a queste sfide.

Mentre la diplomazia europea cerca di evitare un’escalation, la possibilità di attivare l’Anti-Coercion Instrument rimane un elemento di forte deterrenza, un “bazooka” pronto a rispondere a eventuali colpi commerciali sferrati da Washington. La partita tra Bruxelles e Washington si gioca quindi su più tavoli, con un occhio attento alle ripercussioni economiche e politiche a breve e medio termine.

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