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Volenterosi, Meloni: “L’Italia è un partner affidabile per la coalizione”

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La premier Giorgia Meloni mentre stringe la mano al primo ministro ucraino Volodymyr Zelensky

Meloni a sostegno di Zelensky | Alanews

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Roma, 10 luglio 2025 – Nel corso della conferenza odierna sulla ripresa dell’Ucraina, in modalità mista tra Londra e Roma, la premier italiana Giorgia Meloni ha ribadito con fermezza il ruolo centrale dell’Italia nel sostegno alla coalizione internazionale a favore dell’Ucraina, conosciuta come i Volenterosi. L’incontro, che ha visto la partecipazione anche del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e di rappresentanti statunitensi di alto profilo, ha rappresentato un momento cruciale per rafforzare la collaborazione multilaterale nel contesto del conflitto in corso in Ucraina.

L’impegno dell’Italia nella coalizione dei Volenterosi

Durante la call, alla quale hanno preso parte leader da Londra e altri dalla Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina a Roma, la premier Meloni ha esordito affermando: “Come potete vedere dalla conferenza di oggi, potete contare sempre sull’Italia a 360 gradi“. Ha sottolineato con orgoglio la firma di accordi per un valore complessivo superiore a 10 miliardi di euro, frutto della collaborazione tra istituzioni e settore privato.

Meloni ha inoltre evidenziato l’importanza di mantenere l’unità tra i Paesi occidentali, definendola “fondamentale” e esprimendo soddisfazione per la partecipazione, per la prima volta, dell’inviato speciale statunitense per l’Ucraina, il generale Kellogg, alla riunione dei Volenterosi. Ha commentato: “Sono orgogliosa che questo avvenga a Roma, grazie per essere qui“.

Il primo ministro italiano ha ribadito che il sostegno italiano non si limita al solo aiuto economico o militare, ma si estende a un impegno politico e diplomatico per garantire la sicurezza e la prosperità futura dell’Ucraina, che, ha ricordato, è anche la sicurezza dell’Europa e dell’Italia stessa.

Pressione e deterrenza su Mosca: la posizione di Meloni

Un passaggio centrale dell’intervento di Meloni ha riguardato la necessità di esercitare pressione e deterrenza su Mosca. La premier ha dichiarato chiaramente: “Intervenire su Mosca con pressione e deterrenza è quello che le vittime innocenti e le loro famiglie si aspettano, ma è anche quello che ci chiedono i nostri cittadini, che sono stanchi delle conseguenze di un’aggressione senza senso“.

Ha evidenziato come i continui bombardamenti russi contro obiettivi civili dimostrino la mancanza di volontà di Mosca di raggiungere progressi negoziali. Per questo motivo, Meloni ha espresso la necessità di aumentare la pressione economica e militare su Mosca, per giungere al più presto a un cessate il fuoco e aprire la strada a una soluzione diplomatica duratura. “Questo – ha detto – può succedere solo con la deterrenza. Chiunque non è ingenuo lo capisce perfettamente“.

La premier ha inoltre messo in guardia contro un atteggiamento ingenuo nei confronti della Russia, sottolineando che la discussione e la realizzazione di misure efficaci di pressione sono indispensabili.

Zelensky: un segnale di unità con il supporto Usa

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso il proprio apprezzamento per la partecipazione e il sostegno statunitense alla coalizione, definendo la presenza del generale Kellogg e dei senatori americani un “segnale molto importante e potente”. Nel suo intervento ha ringraziato il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron, sottolineando la rilevanza della riunione con circa trenta partner internazionali.

Zelensky si è soffermato anche sul supporto ai soldati ucraini, in particolare sulla fornitura di armi e droni. Ha sottolineato la capacità dell’Europa, insieme all’Ucraina, di produrre armamenti superiori rispetto alla Russia. Ha inoltre evidenziato l’importanza del sostegno statunitense, definendolo cruciale per la capacità difensiva di Kiev. Il leader ucraino ha ribadito come questo sia un interesse condiviso dall’intera Europa.

Il primo ministro ucraino ha mostrato fiducia nel potenziamento futuro della coalizione dei Volenterosi, auspicando una collaborazione sempre più stretta tra Stati Uniti ed Europa per sostenere l’Ucraina nel suo percorso di resistenza e ripresa.

Il contesto internazionale e le posizioni italiane

Le dichiarazioni di Meloni si inseriscono in un quadro internazionale complesso, segnato dalla recente riunione a Londra di diciannove leader europei e globali, che ha definito i primi passi per una coalizione militare di sostegno all’Ucraina e proposto una tregua limitata di un mese su infrastrutture critiche.

Tuttavia, la premier italiana ha mantenuto una posizione cauta rispetto a proposte più aggressive come l’invio di truppe europee sul terreno: “Inviare truppe europee a Est è una soluzione molto complicata e poco efficace e di certo, se mai una missione militare del genere dovesse partire, noi non ci saremo”, ha chiarito. Meloni ha spiegato che una possibile forza di interposizione dovrebbe essere composta da Stati neutrali e non da Paesi già impegnati nel supporto militare a Kiev.

Inoltre, pur riconoscendo l’importanza del sostegno militare, Meloni ha espresso riserve sul piano europeo da 40 miliardi di euro proposto dall’alto rappresentante UE Kaja Kallas, sottolineando come la priorità italiana sia il raggiungimento di un cessate il fuoco prima di ulteriori incrementi degli aiuti militari.

Il governo italiano, guidato dalla premier Meloni, punta dunque a mantenere un equilibrio tra il necessario sostegno all’Ucraina e la salvaguardia dell’unità e della coesione occidentale, evitando iniziative unilaterali che potrebbero indebolire il fronte comune.

Il ruolo di Roma nel dialogo transatlantico

La premier ha anche rilanciato l’idea di fare di Roma un punto di riferimento politico e diplomatico per il dialogo tra Washington e Bruxelles, proponendo l’organizzazione di un vertice tra Stati Uniti, Paesi europei e altri alleati come Canada e Giappone, al fine di consolidare la coalizione internazionale a sostegno di Kiev.

Meloni ha inoltre evidenziato che le sanzioni alla Russia rappresentano uno strumento di pressione per spingere Putin al tavolo delle trattative, pur manifestando dubbi sulla linea dura di alcuni Paesi europei favorevoli alla confisca dei beni statali russi congelati in Europa.

Infine, a margine della Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina, la premier ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro saudita Mohamed bin Salman, durante il quale si sono discusse iniziative volte a promuovere una «pace giusta e duratura» in Ucraina.

Le parole di Giorgia Meloni e il coordinamento con il presidente Zelensky e i partner internazionali testimoniano un impegno italiano forte e consapevole nel contesto della crisi ucraina, con un’attenzione particolare alla necessità di unire le forze occidentali per garantire sicurezza, stabilità e un futuro di pace per l’Europa e l’Ucraina.

Starmer e Macron con Meloni a sostegno dei Volenterosi

Starmer e Macron hanno ribadito il loro impegno a favore di Kiev, sottolineando la volontà di guidare una futura missione militare di garanzia in Ucraina. Il premier britannico ha confermato l’asse strategico con la Francia, evidenziando la necessità di un fronte unito per contrastare l’aggressione russa. Analogamente, Macron ha posto l’accento sull’importanza di mantenere alta la pressione diplomatica e militare su Mosca.

L’appello congiunto di Starmer e Macron arriva in un contesto in cui anche gli Stati Uniti hanno manifestato crescente insofferenza verso la posizione russa, chiedendo alle parti di accettare concessioni reciproche per giungere a un accordo negoziato che ponga fine al conflitto. Nel frattempo, Mosca continua a sottolineare le proprie posizioni, confermando convergenze con Washington su alcune questioni chiave, ma accusando gli europei e Kiev di ostacolare il processo di pace.

Il sostegno internazionale a Kiev e la pressione diplomatica su Putin restano dunque elementi centrali nella strategia dei Volenterosi, con l’obiettivo di favorire una soluzione negoziata del conflitto ucraino.

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