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Tumori: ecco quali sono i test salvavita che la maggior parte degli italiani non fa

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I test per i tumori che gli italiani non fanno

I test per i tumori che gli italiani non fanno | Pixabay @pixelfit - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Tumori: ecco quali sono gli screening gratuiti ignorati dagli italiani e l’importanza della prevenzione

Negli ultimi anni, la lotta contro i tumori ha fatto registrare progressi significativi, ma la prevenzione rimane un tema cruciale. Secondo statistiche recenti, un tumore su tre potrebbe essere evitato seguendo stili di vita salutari. Questo è un messaggio forte che emerge da convegni internazionali, come quello dell’American Society of Clinical Oncology tenutosi a Chicago, dove gli esperti hanno sottolineato l’importanza della prevenzione. Le stime indicano che quasi la metà dei decessi per cancro nella popolazione over 30 potrebbe essere evitata.

Azioni fondamentali per la prevenzione dei tumori

Il Codice europeo contro il cancro, che risale al 1987, elenca 12 azioni fondamentali per prevenire i tumori, tra cui mantenere un’alimentazione equilibrata, praticare attività fisica regolare, evitare il fumo e limitare il consumo di alcol. La American Cancer Society ha evidenziato che il fumo è responsabile del 19,3% delle diagnosi di cancro, seguito da fattori come il sovrappeso e l’eccessivo consumo di alcol.

L’importanza della diagnosi precoce

A fianco di uno stile di vita sano, la diagnosi precoce rappresenta un fattore determinante per combattere i tumori. Tuttavia, i dati dell’Osservatorio nazionale screening mostrano che nel 2023, su quasi 16 milioni di italiani invitati a sottoporsi a screening, solo 6,9 milioni hanno risposto positivamente. Questo ha portato a oltre 50mila diagnosi mancate, con lesioni pre-cancerose che avrebbero potuto essere identificate e trattate in tempo.

Programmi di screening in Italia

In Italia, i programmi di screening oncologico per il tumore della mammella, del collo dell’utero e del colon retto sono considerati Livelli essenziali di assistenza (Lea). Le donne tra i 50 e i 69 anni possono ricevere ogni due anni inviti per la mammografia, mentre tutti i cittadini tra i 50 e i 70 anni hanno diritto a un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Le donne tra i 25 e i 64 anni possono anche beneficiare di Pap test e HPV-DNA test a cadenze regolari.

Tuttavia, persiste un problema significativo: una donna su due rifiuta l’invito per lo screening del cancro al seno e al collo dell’utero, e due uomini su tre declinano l’invito per il colon. Inoltre, molte regioni del Sud Italia non hanno implementato adeguatamente i programmi di screening, causando disparità nell’accesso a questi servizi vitali.

Aderire a questi screening significa avere maggiori possibilità di diagnosi precoce, trattamento tempestivo e, in definitiva, una riduzione dei decessi per cancro. È fondamentale che i cittadini comprendano l’importanza di queste opportunità, offerte gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale. L’adesione a questi programmi non solo migliora i tassi di guarigione, ma contribuisce anche a una sostenibilità economica del sistema sanitario. Oggi più che mai, l’educazione alla salute e la promozione della prevenzione devono diventare priorità per ogni cittadino.

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