A 51 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, la Procura di Roma apre una nuova indagine sull’omicidio dello scrittore e regista, ucciso nella notte tra il primo e il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia. Il nuovo fascicolo è stato affidato alla sostituta procuratrice Silvia Santucci.
La notizia arriva proprio nel giorno dell’anniversario del delitto e riporta l’attenzione su uno dei casi giudiziari più controversi della storia italiana. Non è la prima volta che si tenta di riaprire le indagini: negli ultimi anni si sono susseguite richieste, nuovi accertamenti scientifici e archiviazioni, senza arrivare all’individuazione di altri responsabili oltre a Pino Pelosi.
La nuova indagine e l’esposto integrato nel maggio 2026
All’origine del nuovo procedimento c’è un esposto depositato dall’avvocato Stefano Maccioni, che in passato aveva assistito Guido Mazzon, cugino di Pasolini, e oggi rappresenta l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, il regista David Grieco e lo scrittore Giovanni Giovannetti.
La richiesta era stata presentata nel novembre 2025 e successivamente integrata nel maggio 2026 con ulteriori elementi raccolti dalla difesa.
“La nuova istanza presentata nel mese di novembre 2025 e poi integrata nel mese di maggio 2026 si basa su nuovi elementi raccolti da questa difesa”, ha spiegato Maccioni.
Il legale ha accolto con soddisfazione la decisione della Procura, rivolgendo anche un appello a chi potrebbe conoscere particolari ancora mai emersi.
“Confidiamo che la Procura della Repubblica di Roma riesca finalmente a fornire quelle risposte che da troppi anni stiamo cercando e nel contempo invitiamo tutte quelle persone che fino ad oggi hanno preferito tacere su ciò che sanno a farsi avanti e parlare”.
Le indagini sul Dna e l’archiviazione del 2015
Per comprendere il significato della nuova indagine bisogna tornare al 2010, quando furono disposti nuovi accertamenti scientifici sui reperti dell’omicidio.
Le analisi condotte dai carabinieri del Ris individuarono profili genetici riconducibili a più persone, alimentando i dubbi sulla presenza di altri soggetti sulla scena del delitto.
Gli elementi raccolti, però, non permisero di identificare eventuali complici. Nel maggio 2015 il procedimento venne archiviato, nonostante gli interrogativi sollevati dalle nuove analisi.
I tentativi del 2016 e del 2023, entrambi respinti
La ricerca di nuove risposte non si fermò. Nel 2016 venne presentata un’altra richiesta di riapertura delle indagini, ma la Procura la respinse.
Un ulteriore tentativo arrivò nel marzo 2023, quando l’avvocato Maccioni tornò a chiedere accertamenti sui profili genetici individuati anni prima. Tra le ipotesi sostenute dai promotori dell’istanza figurava anche quella secondo cui Pasolini sarebbe stato attirato all’Idroscalo con la promessa di recuperare alcune bobine rubate del film Salò o le 120 giornate di Sodoma.
Anche questa richiesta venne respinta, nel novembre 2023, perché gli elementi presentati non furono ritenuti sufficienti per avviare ulteriori indagini.
La notte dell’omicidio e la ritrattazione di Pino Pelosi
Pasolini venne trovato morto il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia. Aveva 53 anni. Per l’omicidio fu condannato Giuseppe Pino Pelosi, all’epoca diciassettenne, che inizialmente confessò di aver ucciso lo scrittore da solo.
Nel 2005, a trent’anni dal delitto, Pelosi cambiò versione, sostenendo che Pasolini fosse stato aggredito da più persone. Una ritrattazione che contribuì a riaccendere il dibattito sulle responsabilità dell’omicidio.
Nel corso dei decenni sono state avanzate diverse ricostruzioni alternative, comprese ipotesi di un’aggressione organizzata e di moventi politici. Nessuna di queste è stata però definitivamente dimostrata in sede giudiziaria.
Un nuovo capitolo dopo mezzo secolo
La decisione della Procura di Roma segna dunque un nuovo passaggio in una vicenda che, nonostante le numerose iniziative giudiziarie, continua a lasciare aperti interrogativi.
La differenza rispetto alle istanze respinte nel 2016 e nel 2023 è che questa volta è stato effettivamente aperto un nuovo fascicolo d’indagine.
Resta ora da capire quali accertamenti saranno disposti dalla magistratura e se gli elementi presentati dalla difesa potranno contribuire a chiarire quanto accaduto quella notte all’Idroscalo di Ostia.
A 51 anni dall’omicidio, la ricerca della verità sulla morte di Pier Paolo Pasolini non si è ancora conclusa.
