Il calo delle nascite in Italia potrebbe avere conseguenze anche sui finanziamenti destinati agli asili nido. Nella manovra economica per il 2027, approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, il governo ha introdotto una disposizione che permetterebbe di riassegnare parte delle risorse stanziate per i servizi educativi della prima infanzia. La motivazione è legata alla progressiva diminuzione del numero di bambini, che potrebbe rendere meno costoso raggiungere gli obiettivi di copertura fissati per i Comuni italiani.
Manovra 2027, cosa cambia per i finanziamenti agli asili nido
La novità è contenuta nell’articolo 121 della legge di bilancio, che prevede un nuovo meccanismo di ripartizione dei finanziamenti a partire dal 2027.
Nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento si legge che “la progressiva riduzione della popolazione nella fascia di età interessata” potrebbe consentire di raggiungere l’obiettivo del 33% di copertura degli asili nido in ciascun Comune con una quantità di risorse inferiore rispetto a quella inizialmente prevista.
Il governo prevede quindi la possibilità di individuare eventuali “risorse eccedenti” e procedere alla loro riassegnazione.
Le altre misure per famiglie e nuovi nati
La disposizione sugli asili nido si inserisce in una “manovra da circa 26 miliardi di euro” che prevede diversi interventi rivolti alle famiglie.
Tra le novità figura un fondo previdenziale per i nuovi nati: dal 2027 lo Stato dovrebbe versare 100 euro all’anno per ogni bambino fino al compimento dei 18 anni, con la possibilità per i familiari di integrare il capitale.
Previsto anche il rafforzamento dei congedi parentali, con un ulteriore mese retribuito all’80% e maggiori benefici per le famiglie con più figli.
Il disegno di legge ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri e l’autorizzazione del presidente della Repubblica alla presentazione alle Camere. Il testo dovrà ora affrontare l’esame del Parlamento, dove potranno essere introdotte ulteriori modifiche.
