L’economia italiana rallenta e nel terzo trimestre del 2026 non registra alcuna crescita rispetto ai tre mesi precedenti. È quanto emerge dalla stima preliminare diffusa dall’Istat il 30 ottobre: tra luglio e settembre il Prodotto interno lordo è rimasto invariato su base congiunturale, mentre rispetto allo stesso periodo del 2025 ha segnato un aumento dello 0,8%.
Il dato fotografa una fase di sostanziale stagnazione. La crescita tendenziale, infatti, risulta in rallentamento rispetto al +1% registrato nel trimestre precedente. La variazione congiunturale è inoltre inferiore alle attese degli analisti, che prevedevano un incremento dello 0,1%.
Pil fermo: servizi e agricoltura compensano il calo dell’industria
A spiegare il risultato è soprattutto la diversa dinamica dei settori produttivi. Nel terzo trimestre il valore aggiunto è aumentato nei comparti dei servizi e dell’agricoltura, mentre l’industria ha registrato una diminuzione.
Sul fronte della domanda, il contributo della componente nazionale, al lordo delle scorte, è stato positivo. A pesare sul risultato complessivo è stato invece l’apporto negativo della domanda estera netta.
L’Istat sottolinea che la variazione nulla del Pil rappresenta la sintesi di queste dinamiche contrapposte: da una parte i comparti che continuano a crescere, dall’altra un settore industriale in flessione e una componente estera che non contribuisce positivamente all’espansione economica.
La crescita acquisita per il 2026 resta allo 0,8%
Un altro elemento centrale della rilevazione riguarda la crescita acquisita per l’intero 2026, che si attesta allo 0,8%, al netto degli effetti di calendario. Si tratta della crescita che si registrerebbe nell’anno anche nell’ipotesi di una variazione nulla del Pil nell’ultimo trimestre.
Il dato arriva mentre il governo ha fissato all’1% la previsione di crescita economica per il 2026. La stima preliminare dell’Istat rende quindi più impegnativo il raggiungimento dell’obiettivo, che dipenderà dall’andamento dell’economia negli ultimi tre mesi dell’anno.
L’istituto di statistica ricorda inoltre che il 2026 ha tre giornate lavorative in più rispetto al 2025. Nel terzo trimestre, invece, le giornate lavorative sono state quattro in più rispetto al trimestre precedente e una in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Le prospettive dell’economia italiana
Il dato diffuso dall’Istat restituisce un quadro di crescita debole, con una distanza evidente tra l’andamento dei servizi e dell’agricoltura e quello dell’industria. La sostanziale stagnazione del terzo trimestre evidenzia inoltre il contributo negativo della domanda estera netta.
La prossima fotografia dell’economia italiana arriverà il 29 gennaio 2027, quando l’Istat pubblicherà la stima preliminare del Pil relativa al quarto trimestre. Sarà un passaggio importante per capire se la fase di stagnazione si sarà esaurita e quale sarà il risultato complessivo dell’economia italiana nel 2026.
