La Banca centrale europea riunisce oggi a Francoforte il consiglio per decidere sui tassi d’interesse, dopo l’aumento di settembre che ha portato il rendimento dei depositi al 2,50%. Secondo gli analisti, la scelta dovrebbe essere una pausa: un eventuale nuovo rialzo è ritenuto più probabile nella riunione di dicembre.
L’appuntamento coincide con l’annuncio delle dimissioni della presidente Christine Lagarde, che ha indicato il 7 febbraio 2027 come data di decorrenza.
Il tasso sui rifinanziamenti principali è al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. L’obiettivo della Bce resta riportare l’inflazione al 2%, ma i dati Eurostat aggiornati a settembre indicano per l’Eurozona un aumento dei prezzi del 3,8%, rispetto al 3,2% di agosto.
Bce tassi d’interesse frenati da energia e titoli francesi
Le condizioni finanziarie mondiali già particolarmente tese, la volatilità dei mercati obbligazionari e le incertezze politiche ed economiche sono tra i fattori che potrebbero spingere l’istituto a mantenere il costo del denaro invariato.
Tra i rischi figurano i timori di una crisi energetica nei mesi invernali, legati alla situazione in Medio Oriente e alla possibilità di una nuova escalation.
In Francia, i rendimenti dei titoli di Stato sono saliti ai massimi dal 2002. Gli investitori chiedono premi sempre più elevati per prestare denaro al Paese. La crisi politica e le proteste sociali complicano il percorso del governo verso l’approvazione del bilancio per il 2027: occorre trovare una maggioranza a sostegno delle misure necessarie a ridurre il deficit.
La Federal Reserve lascia invariato il costo del denaro
La Federal Reserve ha già scelto di non modificare i tassi. La decisione è arrivata ieri, 28 ottobre, a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Il presidente Kevin Warsh ha assicurato che l’appuntamento elettorale non ha «giocato alcun ruolo» nella scelta.
Il costo del denaro è rimasto, in linea con le attese, nella fascia tra il 3,75% e il 4%. Il mese scorso era stato deciso all’unanimità un rialzo dello 0,25%, il primo in tre anni.
