Gli autotrasportatori e gli agricoltori provenienti da diverse regioni del Sud Italia hanno manifestato davanti a Montecitorio, a Roma, martedì 27 ottobre. La richiesta al governo è di intervenire subito sui rincari dei carburanti e sui costi di produzione. La mobilitazione, accompagnata da cori contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il governo, prosegue da metà agosto, secondo i partecipanti.
“Non ce la facciamo più” è la denuncia dei manifestanti, che chiedono condizioni di lavoro più sostenibili. Le proteste coinvolgono anche la Toscana, dove i mezzi hanno rallentato il traffico. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha invece espresso fiducia nel ritorno alla normalità, contando anche sulle risorse stanziate.
Le richieste dei manifestanti davanti a Montecitorio
Il caro gasolio è al centro delle contestazioni, insieme alle spese per mantenere operativi i mezzi e alla progressiva riduzione dei margini di guadagno. “Siamo arrivati qui per i nostri diritti e per i vostri diritti”, hanno dichiarato alcuni partecipanti alla protesta nella Capitale.
Un manifestante ha denunciato la scarsa attenzione che attribuisce alle istituzioni: “La cosa grave è che fanno finta che tutto vada bene. È da metà agosto che protestiamo e a lungo siamo stati oscurati”.
Le categorie chiedono condizioni economiche sostenibili, non nuovi sussidi. Gli agricoltori denunciano prezzi di vendita troppo bassi rispetto alle spese; gli autotrasportatori chiedono misure per contenere i costi di gestione. Secondo i manifestanti, i contributi temporanei non bastano: le imprese devono poter continuare a lavorare autonomamente, senza dipendere costantemente dagli aiuti pubblici.
Il presidio in Toscana e i costi del gasolio agricolo
I tir e i trattori hanno rallentato la circolazione lunedì 26 ottobre nei pressi del casello Valdichiana dell’autostrada A1, tra le province di Arezzo e Siena. Gli organizzatori hanno annunciato la possibilità di proseguire il presidio per tutta la settimana, in vista dello sciopero generale previsto per venerdì 30 ottobre.
Andrea Faralli, portavoce della mobilitazione toscana, ha spiegato che il prezzo del gasolio agricolo sarebbe passato da circa 60 centesimi a 1,30 euro al litro rispetto all’anno precedente. Un rincaro che pesa sulle aziende per gli elevati consumi dei macchinari utilizzati quotidianamente.
“L’incremento del gasolio agricolo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, ha dichiarato Faralli. Il problema riguarda anche il prezzo riconosciuto ai produttori: secondo il portavoce, a fronte di costi di produzione pari a 100, i ricavi arriverebbero appena a 102, lasciando margini insufficienti per investire e rinnovare le attrezzature.
Il confronto al ministero con Salvini e Rixi
Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato a Radio24 un nuovo incontro con le rappresentanze degli autotrasportatori, alla presenza del viceministro Edoardo Rixi, confidando nel superamento dell’emergenza.
“Vedremo gli autotrasportatori, con il viceministro Edoardo Rixi, e conto che anche i fondi stanziati, un miliardo sbloccato, contribuiscano a far tornare alla normalità la situazione”, ha dichiarato il ministro.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 28 ottobre alle 14:30 al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Roma. Fedralog Calabria ha confermato l’incontro e annunciato la partecipazione delle rappresentanze degli autotrasportatori delle regioni meridionali.
