Il Reale di Castel di Sangro, in Abruzzo, ha ottenuto 99 punti su 100 nella guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso, presentata il 26 ottobre 2026. Il ristorante dello chef autodidatta Niko Romito ha conquistato il primo posto davanti all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, con 98 punti, e al Piazza Duomo di Enrico Crippa, terzo con 97.
Il risultato esprime il giudizio della guida sui ristoranti: non è una classifica assoluta degli chef italiani. Per Romito, arrivato alla cucina senza una formazione alberghiera, è un nuovo riconoscimento dopo le tre stelle Michelin.
Dagli studi di Economia alla trattoria di famiglia
Romito è nato il 30 aprile 1974 a Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila, e ha 52 anni. Cresciuto tra le montagne abruzzesi, dopo le superiori si era trasferito a Roma per studiare Economia: voleva lavorare nella finanza come intermediario finanziario, non diventare cuoco.
La malattia del padre ha cambiato i suoi programmi. Il genitore possedeva una pasticceria a Rivisondoli, poi trasformata in trattoria. Niko è tornato in Abruzzo insieme alla sorella Cristiana, pensando inizialmente di gestire l’attività per un periodo e trovare un acquirente.
Dopo la morte del padre, i fratelli hanno deciso nel 2000 di prendere in mano il Reale. Niko non aveva frequentato una scuola alberghiera né seguito il percorso tradizionale nelle cucine dei grandi ristoranti. Ha imparato studiando, sperimentando e lavorando ogni giorno, fino a sviluppare un metodo personale.
Le stelle Michelin e la ricerca dell’essenzialità
Il Reale ha ottenuto la prima stella Michelin nel 2007 e la seconda nel 2009. Le tre stelle Michelin sono arrivate con la guida 2014, portando Romito tra i protagonisti dell’alta cucina internazionale.
Il ristorante aveva cambiato sede nel 2011, quando Niko e Cristiana lo avevano trasferito a Casadonna, un antico monastero del Cinquecento nel paesaggio di Castel di Sangro. La struttura ospita oggi anche un piccolo albergo di lusso e l’Accademia per la formazione dei nuovi professionisti della cucina. L’Abruzzo è rimasto il centro del progetto, diventato una destinazione gastronomica internazionale.
La cucina di Romito ricerca l’essenzialità: dietro piatti dall’apparenza semplice c’è uno studio approfondito delle materie prime, delle consistenze e delle cotture. Il rispetto degli ingredienti, la concentrazione dei sapori e l’eliminazione del superfluo guidano preparazioni che valorizzano anche verdure, pane e legumi.
Tra le creazioni più rappresentative figurano l’Assoluto di cipolla e il Carciofo e rosmarino. La ricerca punta a esaltare l’ingrediente senza mascherarne l’identità: nella sua concezione, la semplicità non equivale alla facilità, ma deriva da un processo complesso di studio e perfezionamento.
La formazione e i progetti oltre il Reale
Il progetto formativo avviato nel 2012 è oggi conosciuto come Accademia Niko Romito. La scuola professionale unisce la tecnica, la conoscenza delle materie prime, la cultura gastronomica e il lavoro sul campo.
Lo chef ha sviluppato anche Spazio Niko Romito, Bomba e Alt Stazione del Gusto, con l’obiettivo di portare la sua cucina fuori dai ristoranti di lusso. Dal 2017 collabora con Bulgari Hotels & Resorts, firmando la proposta gastronomica di ristoranti in città internazionali, tra cui Milano, Roma, Parigi, Dubai e Tokyo.
La ricerca sull’alimentazione comprende il progetto Intelligenza Nutrizionale, sviluppato anche attraverso una collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. Romito ha studiato soluzioni per migliorare la qualità della ristorazione ospedaliera e collettiva.
