Kimi Antonelli ha conquistato ad Austin la nona vittoria stagionale nel Mondiale 2026 di Formula 1, avvicinandosi al suo primo titolo. Dopo il Gran Premio degli Stati Uniti, Toto Wolff, responsabile della Mercedes, ha raccontato i nove anni di preparazione del pilota bolognese: un percorso costato oltre 10 milioni di dollari, accompagnato anche dalle critiche delle squadre rivali.
La classifica vede Antonelli a 365 punti, con 123 lunghezze di vantaggio sul compagno George Russell, secondo a quota 242. Wolff considera il successo americano la conferma della fiducia accordata al pilota quando aveva appena 11 anni.
La gestione della gara di Austin e le difficoltà di Russell
Per Wolff, quella di Austin è stata la migliore prestazione di Antonelli fino a questo momento. Il responsabile della squadra ha sottolineato la maturità nella gestione della corsa e la capacità di ottenere un risultato superiore alle potenzialità della monoposto.
Il pilota italiano ha mantenuto il controllo senza commettere errori decisivi, nonostante una scelta iniziale degli pneumatici meno competitiva rispetto a quella degli avversari. Russell, invece, ha incontrato difficoltà con una Mercedes complicata da sfruttare nella finestra ideale di funzionamento degli aggiornamenti.
Secondo Wolff, il divario tra i compagni di squadra non si spiega soltanto con il talento individuale: la vettura ha caratteristiche tecniche difficili da interpretare. La squadra dovrà lavorare per permettere anche a Russell di esprimere tutto il proprio potenziale.
L’investimento Mercedes e le critiche della passata stagione
La Mercedes ha investito oltre 10 milioni di dollari per accompagnare Antonelli fino alla Formula 1. Wolff ha riconosciuto soprattutto il merito del programma giovani, guidato all’epoca da Gwen LaGrue, che individuò il pilota a 11 anni.
La formazione non si è limitata ai risultati in pista. Antonelli è stato inserito progressivamente nell’ambiente della scuderia, imparando a confrontarsi con gli ingegneri, i tecnici e gli altri professionisti della squadra.
La scelta non ha sempre raccolto consensi. Durante la passata stagione, quando mancava la continuità nei risultati, diversi osservatori avevano contestato la decisione della Mercedes di affidargli un sedile. Alcuni lo consideravano impreparato per una squadra di vertice; altri, secondo quanto riferito da Wolff, sostenevano che non meritasse nemmeno un posto in Formula 1.
Il responsabile della Mercedes ha ricordato le lacrime nel parco chiuso di Spa, tra i momenti più difficili di quel percorso. Nella sua valutazione, il carattere del pilota e il sostegno della famiglia sono stati fondamentali per affrontare la pressione senza perdere fiducia, insieme alle capacità tecniche.
La corsa al titolo e il pubblico italiano
Prima della gara di Austin, Antonelli si sarebbe presentato nell’ufficio di Wolff confidandogli di non riuscire a pensare al campionato mondiale. Il responsabile della squadra ha raccontato di aver accolto positivamente quelle parole, incoraggiandolo a concentrarsi sul piacere di guidare. Un atteggiamento che potrebbe aiutarlo nelle ultime gare, con la pressione per il titolo destinata a crescere.
Wolff ha richiamato anche l’emozione della vittoria a Monza: un pubblico tradizionalmente legato alla Ferrari ha festeggiato un italiano al volante di una monoposto rivale. A suo giudizio, i successi di Antonelli potrebbero avvicinare altri tifosi italiani alla Mercedes e modificare in parte gli equilibri del tifo nazionale.
Il responsabile della Mercedes ha espresso la voglia di festeggiare il mondiale, ma ha precisato di voler attendere la certezza matematica del titolo.
