Un gruppo di manifestanti si è riunito davanti alla Questura di Milano, per mostrare solidarietà a Youssef Siher, presunto organizzatore del “Movimento 17 ottobre”, indagato per istigazione a delinquere aggravata. Uno dei manifestanti ha dichiarato: “Questo apparato di repressione e censura, sì, lo stiamo sfidando, ma non tramite violenza, tramite la nostra presenza. La nostra presenza non è una presenza violenta, noi non vogliamo scontri, non vogliamo neanche insultare le forze dell’ordine. Vogliamo semplicemente che i nostri diritti vengano ascoltati, che le nostre richieste vengano accolte con favore e che in televisione non si parli solamente degli scontri e della violenza. Voglio che si parli delle motivazioni di questo movimento e mi auguro che questo movimento non muoia mai finché non raggiungiamo la risposta, perché ci sono mobilitazioni in tutta Europa, a partire dal mio paese d’origine, che è in protesta da due anni: la Serbia, protesta pacifica contro la corruzione e un governo dittatoriale. Lo stesso lo stanno facendo i fratelli albanesi, gli spagnoli, in Portogallo, in Francia. Magari in Francia esagerano un po’, però ce l’hanno nella loro radice la protesta. Comunque, in tutta Europa, la risposta è solamente la repressione, la violenza e soprattutto la censura. In sintesi, vorremmo che non venisse stabilito il 5% del PIL in armamenti, ma che venisse stabilito nel sistema sanitario nazionale, nelle scuole e per tutte le altre motivazioni che vi ho detto prima.
Non è giusto che mia madre, in prima persona, è da due anni che aspetta un’operazione fondamentale ai reni ed è da due anni che è senza risposta perché il sistema è sovraccaricato.
Viviamo nell’era delle disinformazioni e ci sono tantissime fake news sui social. Però le fake news della televisione sono molte di più. In televisione si parla male di noi, si censurano le voci degli agricoltori, degli autotrasportatori del Sud. Noi non siamo destra, non siamo sinistra, non ci appartiene nessun movimento politico, nessun partito politico. Siamo solamente ragazzi che lottano per un futuro migliore per tutti”. ha dichiarato Luca Dalic.