Circa 30 scosse sono state avvertite dalla mezzanotte nel Tirreno meridionale, davanti alle coste della Sicilia, tra il Palermitano, il Messinese e le Eolie, con magnitudo comprese tra 2 e 3,4. I terremoti in mare sono stati segnalati a profondità variabili tra 10 e poco oltre i 20 chilometri.
A Palermo, il sindaco Roberto Lagalla ha firmato un’ordinanza che dispone in via precauzionale la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e delle sedi universitarie. Il provvedimento prevede anche l’attivazione delle strutture comunali di Protezione civile e il rafforzamento dei presidi sul territorio. Le misure restano in vigore fino alle 8 di domani, «salvo ulteriori disposizioni».
Terremoti in mare Sicilia: sequenza sismica a nord-ovest di Alicudi
La Rete sismica nazionale ha registrato la sequenza a partire dalla notte del 20 ottobre 2026 nel Mar Tirreno Meridionale, circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi, nelle Isole Eolie.
Il terremoto più forte è stato registrato ieri dall’Ingv alle 12:19, ora italiana, con magnitudo Ml 5 e Mw 5,5. L’evento è stato localizzato a una profondità di 9 chilometri, a 62 chilometri da Malfa, 63 da Leni e 66 da Santa Marina Salina, nel Messinese.
La scossa principale è stata preceduta e seguita da altri eventi forti: alle 11:51 è stato registrato un terremoto di magnitudo Ml 4,3 e alle 12:24 uno di magnitudo Ml 4. Sono poi avvenuti altri 14 eventi con magnitudo comprese tra 3 e 3,9.
La mappa di scuotimento del sisma maggiore indica livelli stimati fino al V grado Mcs nelle Isole Eolie e in una vasta area della Sicilia settentrionale.
La pericolosità delle Eolie e i terremoti precedenti
Per l’Ingv, l’area è caratterizzata da una sismicità frequente. La zona della sequenza è prossima all’arcipelago delle Eolie, una regione ad alta pericolosità sismica, come indicano la Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale e i forti terremoti del passato.
La mappa degli eventi dal 1985 a oggi comprende numerosi terremoti di magnitudo superiore a 4, tra cui quelli del 7 febbraio 2025 e del 7 settembre 2009, entrambi di magnitudo Mw 4,7.
Nell’arcipelago si sono verificati anche terremoti maggiori con profondità ipocentrali fino a centinaia di chilometri, legati al processo di subduzione. È il caso dell’evento del 5 maggio 2004, di magnitudo Ml 5,3, localizzato a 255 chilometri di profondità.
Nel marzo 2026, poco più a sud della zona ora interessata, una sequenza localizzata circa 15 chilometri a ovest di Alicudi aveva contato poco più di 50 terremoti. Il più forte, nella notte del 21 marzo, aveva raggiunto magnitudo Ml 4,6 e Mw 4,7.
Tra i precedenti storici figurano i terremoti del 28 maggio 1980, di magnitudo Mw 5,7, del 20 maggio 1957, di magnitudo Mw 5,2, e del 21 maggio 1957, di magnitudo Mw 5,3. Il sisma del 1980 provocò danni pari al VI-VII grado Mcs all’Isola di Alicudi.
