“Il governo ha lasciato crescere la disperazione delle persone e adesso il Paese si sta arrestando, mentre loro erano tutti dedicati ad approvare una legge elettorale”. Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, criticando l’esecutivo per la gestione della situazione economica e sociale. “Abbiamo chiesto da tempo di mettere un tetto al prezzo del carburante, di prelevare dagli extraprofitti dei colossi energetici, di recuperare i 13 miliardi e mezzo del Ponte sullo Stretto e di rivedere le spese folli per il riarmo”, ha aggiunto. “Adesso il governo cerca di correre ai ripari, ma la situazione economica e sociale del Paese sta realmente sfuggendo di mano. Sono anni che lo diciamo di fronte all’indifferenza del governo. Devono andare a casa, tocca a noi”.
Rispondendo a una domanda sul rinvio a giudizio della ministra del Turismo Daniela Santanchè, Conte ha dichiarato: “Nulla di nuovo, perché sono accuse precise e circostanziate emerse già nel corso delle indagini, in particolare la truffa sui fondi Covid”. Secondo il leader M5s, “questo governo ha tenuto per tre anni un ministro al suo posto ed è stato mandato a casa non quando c’era un fatto nuovo, ma semplicemente perché Giorgia Meloni ha perso il referendum sulla giustizia. Si è innervosita e ha mandato a casa Santanchè”.
Conte ha poi allargato le critiche alla maggioranza, citando anche la vicenda delle chat dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro e l’operato della presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo. Su quest’ultima ha affermato che avrebbe indirizzato la maggioranza della commissione contro un magistrato impegnato nella lotta alla mafia al fianco di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Conte ha infine attaccato Colosimo per i suoi presunti legami affettivi con una persona condannata per la strage di Bologna.