Tre minorenni sono stati denunciati dalla polizia per danneggiamento aggravato dopo i disordini avvenuti nel supermercato “Famila” di Ravenna lunedì 19 ottobre. Un ragazzo di 13 anni è stato segnalato per la stessa condotta. L’assalto è avvenuto durante le proteste davanti al vicino istituto superiore Olivetti-Callegari, dove un centinaio di giovani si era radunato contro il carovita e le condizioni del sistema scolastico, come accaduto in numerose città italiane tra cui Milano.
Successivamente, sono stati diffusi nei gruppi Whatsapp messaggi su possibili devastazioni e violenze sessuali che hanno avuto conseguenze sulla frequenza scolastica: nella mattinata di martedì 20 ottobre, le scuole superiori della città hanno registrato un’affluenza ridotta.
La protesta davanti all’Olivetti-Callegari
La mobilitazione per cui i ragazzi sono stati poi denunciati è iniziata nella mattinata di lunedì davanti all’istituto professionale Olivetti-Callegari, in via Umago. Secondo le ricostruzioni della stampa locale, la situazione sarebbe degenerata con l’arrivo di un gruppo di ragazzi, alcuni dei quali estranei alla scuola che avrebbero tentato di entrare nell’edificio. I disordini hanno provocato danni a una porta dell’istituto e all’ingresso del vicino Famila.
Gli studenti che avevano organizzato la protesta pacifica hanno preso le distanze dalle violenze, mentre le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli davanti agli istituti scolastici della città. In particolare, davanti all’istituto è stato predisposto un presidio di ordine pubblico per prevenire ulteriori disordini.
Ravenna, le minacce via chat
Le minacce circolate sui social e nelle chat annunciavano nuove devastazioni e possibili violenze sessuali. Molti genitori hanno quindi scelto di non mandare i figli a scuola.
Altri li hanno accompagnati direttamente in automobile, evitando il ricorso ai mezzi pubblici. Alla riduzione delle presenze negli istituti superiori si sono così affiancati cambiamenti nelle modalità di accompagnamento degli studenti.
Stessa dinamica avvenuta nelle chat degli studenti a Milano
La circolazione di messaggi minacciosi a Ravenna richiama quanto accaduto a Milano dopo le proteste contro il carovita del 17 e 18 ottobre, degenerate in scontri con le forze dell’ordine e saccheggi di negozi e boutique del centro. Anche nei gruppi WhatsApp degli studenti universitari milanesi sono circolati messaggi su presunte aggressioni, incendi e violenze sessuali.
Alcune minacce sarebbero state rivolte agli studenti delle università private, tra cui la Bocconi e la Cattolica. “Uccidiamo tutti i futuri ricchi”, si legge in un messaggio attribuito a uno dei presunti partecipanti agli scontri. In altre conversazioni si parla della possibilità di incendiare gli atenei milanesi.
Gli avvisi condivisi nelle chat comprendono anche presunte minacce di violenza sessuale contro le ragazze. Uno dei messaggi faceva riferimento a un gruppo di oltre 400 persone che si sarebbe organizzato per commettere aggressioni. Non esistono però riscontri verificabili sull’esistenza di questa chat né sull’attendibilità delle minacce.
